Nicole Degli Innocenti, Il Sole 24 Ore 25/8/2011, 25 agosto 2011
PREMIER LEAGUE STELLARE ANCHE NEL LIVELLO DEI DEBITI
La gran kermesse della Premier League è appena iniziata e non sta deludendo le attese. Il campionato inglese è il più combattuto, il più imprevedibile e quindi il più divertente e redditizio al mondo, grazie alle stelle del calcio in campo e ai miliardari dietro le quinte che finanziano acquisti e trasferimenti a prezzi stratosferici.
Quest’anno a catturare l’attenzione è il duello tra le due squadre di Manchester, che si combatte in campo a colpi di gol e fuori campo a colpi di ingaggi miliardari. La campagna acquisti estiva, che deve concludersi il 31 agosto, è stata molto intensa e potrebbe ancora rivelare qualche sorpresa in extremis.
Il Manchester United, campione in carica per la 19esima volta e già in testa alla classifica, punta a conquistare la ventesima coppa. Sta facendo una campagna acquisti da oltre 50 milioni di sterline, conquistando Ashley Young, Phil Jones e il portiere David De Gea, il wunderkind portoghese sul quale Alex Ferguson ha deciso di scommettere. Se le trattative in corso andranno a buon fine, il leggendario allenatore dei Reds potrebbe a breve accaparrarsi anche Wesley Sneijder (dall’Inter). La famiglia Glazer, i proprietari americani odiatissimi dai tifosi, hanno deciso di quotare parte della società alla Borsa di Singapore per raccogliere qualche centinaio di milioni entro l’anno.
Roberto Mancini, l’allenatore italiano del Manchester City, si è lanciato in una campagna acquisti ancora più faraonica, grazie alle sterminate ricchezze di Mansour bin Zayed al Nahyan della famiglia reale di Abu Dhabi. I suoi petrodollari sono stati spesi in giocatori del calibro di Gael Clichy, Castel Pantilimon, Stefan Savic e Sergio Aguero e, ultima recluta confermata questa settimana, anche Samir Nasri, strappato all’Arsenal per 22 milioni di sterline. Sembrano soldi spesi bene: Aguero, costato 38 milioni di sterline, al debutto ha segnato due gol, mentre Edin Dzeko, acquistato in gennaio per 27 milioni, ha fatto due gol nelle prime due partite di campionato.
Da quando ha comprato la squadra lo sceicco ha investito circa 750 milioni di sterline in massima parte in trasferimenti, acquisti e stipendi. I risultati ci sono stati, dato che nell’ultima stagione la squadra si è qualificata in Champions League e ha vinto la FA Cup, conquistando il primo trofeo dopo 35 anni di digiuno. Mancini però vuole battere i Red Devils e per questo ha appena rafforzato la squadra. Mansour ha anche organizzato il mega-accordo di sponsorizzazione da 400 milioni di sterline in dieci anni, guarda caso con Etihad Airways, la compagnia aerea di Abu Dhabi.
È da sottolineare che il calcio inglese sfida ogni crisi. Nonostante il rallentamento economico in Gran Bretagna e nonostante i biglietti siano i più cari al mondo, i tifosi continuano a riempire gli stadi. Gli spettatori resistono, il giro d’affari aumenta, ma gli utili calano perché le spese continuano a salire. Nell’ultima stagione le squadre della Premier League hanno speso 1,4 miliardi di sterline in salari e i debiti complessivi sono saliti a 2,6 miliardi. Nell’ultimo anno il Man City ha registrato perdite record di 121 milioni di sterline, lo United di 79 milioni.
Niente di strano: nella Premier League 16 squadre su 20 hanno registrato perdite per un totale di quasi mezzo miliardo di sterline nell’ultimo anno, nonostante l’aumento dei ricavi a 2,1 miliardi di sterline che conferma il calcio inglese campione del mondo per incassi. Le cose dovranno cambiare: per rispettare le regole sul fair play finanziario imposte dall’Uefa e poter giocare in Europa, le squadre inglesi dovranno tenere sotto controllo i costi e smetterla di contare sulle sterminate ricchezze dei proprietari. Non sarà facile.