Il Sole 24 Ore 25/8/2011, 25 agosto 2011
E SE TORNASSIMO ALL’IGE
Mi ricordo che prima dell’entrata in vigore dell’Iva (1973) vi era in uso la famosa Ige (Imposta generale sull’entrata) che veniva corrisposta mediante l’applicazione di marche madre (sull’originale da consegnare al cliente) e figlia (sulla copia dell’emittente). L’incasso da parte dell’Erario era immediato, anzi, in anticipo nel momento dell’acquisto delle marche. Nessun credito d’imposta, vero o fasullo. Il pagamento era facilmente riscontrabile mediante semplice esibizione delle fatture, sia emesse che ricevute. Ipotizziamo per un momento di tornare a versare l’Iva con l’applicazione delle marche sulle fatture, rendendola ovviamente indetraibile ai fini Iva ma deducibile ai fini delle imposte dirette per gli utilizzatori imprenditori, in quanto tale tributo incrementa il costo del bene o del servizio acquistato. Ebbene, penso che lo Stato potrebbe incassare, almeno per la vendita di beni, in media un buon 20% in più di ora, a seconda della lunghezza della fase distributiva dei beni.
Luigi Mantovani
Dottore commercialista
Cremona