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 2011  agosto 25 Giovedì calendario

Anche la felicità ha un prezzo Dai 900 ai 1500 euro al mese - Dicono si chiami 5-HHT e che abbia più potere di Hu Jintao e del­­l’Ipad

Anche la felicità ha un prezzo Dai 900 ai 1500 euro al mese - Dicono si chiami 5-HHT e che abbia più potere di Hu Jintao e del­­l’Ipad. É il gene della felicità, qual­cosa che nonostante le apparenze abita dentro di noi: controlla come le cellule nervose distribuiscono la serotonina, che dalla centrale di co­mando della ghiandola pineale del cervello decidono quando e co­me farci sentire felici, soddisfatti e di buonumore. Come succede sempre dopo un comizio della Ca­musso. Altri invece dicono si chia­mi Fluoxetina, Prozac per gli amici intimi, o pillola della felicità: la prendono decine di milioni di per­sone nel mondo, la felicità in fondo è fatta di piccole cose, combatte la depressione e tanto basta, anche se la dipendenza dalla gioia chimi­ca ti può ammazzare dal ridere. Di­cono anche che si chiami Amore, e scusa se Moccia ti chiama così, ma l’effetto,esaltante,è uguale se quel­la tipa che non ci speravi mai ades­so ti dice che ci sta, meglio se non per sempre. La Felicità è un diritto esplicitamente sancito dalla Costi­tuzione americana, è Fabio Gros­so che la mette all’angolino e poi corre impazzito per l’Olympiasta­dion di Berlino, è Al Bano e Romi­na e poi guarda come è finito sto «te­nersi per mano e andare lontano, la felicità...». Ci sono libri che vogliono incul­cartela, la felicità, una marea di tito­li e tutti che vendono, dimostrazio­ne c­he le persone non sono mai sta­tecosìinfelici: La formula matema­tica della felicità , Il cammino della felicità , La felicità è qui , Le sette chiavi della felicità . E aforismi sicu­ri di spiegartela: «La felicità non è avere quello che si desidera, ma de­siderare quello che si ha» (Oscar Wilde); «Ad alcuni per essere felici manca soltanto la felicità». (Stani­slaw Jerzy Lec); «Bisognerebbe ten­tare di essere felici, non fosse altro per dare l’esempio». (Jacques Prévert). Già... Poesia, letteratura, scienza. E adesso anche economia. Perchè l’Ufficio studi della Ca­mera di commercio di Monza e Brianza si è messo lì a studiare, in tempi già così sfigati,l’indice di feli­cità degli italiani sulla base del red­dito percepito, un po’ come il cal­do in queste settimane. Scopren­do che per vivere spensierati in Lombardia servono almeno 1.500 euro al mese, mentre in Sicilia ne bastano 900. Forse perchè chi si ac­contenta gode o forse perchè il co­sto della vita è diverso. Come la Lombardia ci sono Veneto e Emilia Romagna, in Piemonte invece la so­glia è più bassa ma di poco, 1.400 euro. Ne servono 1.300 in Toscana e nel Lazio, 1.200 in Liguria 1.000 euro in Campania, cioè, come can­tava Gilberto Mazzi più di una set­tantina di anni fa «se potessi avere mille euro al mese, senza esagera­re, sarei certo di trovar tutta la felici­tà ». Euro chiaro, non lire. Per quanto riguarda i capoluo­ghi di regione, tanto per non dare i numeri, le famiglie italiane vivono meglio a Firenze, dove solo il 18,9% è al di sotto della soglia della felicità. Poi ci sono Genova (21,1%) e Palermo (21,8%) mentre a Napoli le famiglie infelici sono il 22,8%. A Milano, Bologna e Roma è infelice più o meno una famiglia su 4, a Torino e a Verona, per essere più precisi, il 27,2% e il 27,6%. In ogni caso, considerando altri parametri oltre il reddito, la quali­tà della vita percepita in Lombar­dia è superiore alla media naziona­le, spagnola e francese ed in linea con quella tedesca. E questo è già qualcosa.In ogni caso l’unico rifu­gio per le famiglie a basso reddito resta la casa «una casettina in peri­­feria, una mogliettina giovane e ca­rina, tale e quale come te». Perchè la soddisfazione per la propria abi­tazione va al di là del grado di be­nessere economico più o meno percepito. Pensare che giusto una trentina di anni fa, per superare il concetto di Pil e misurare il livello di benessere dei popoli il re del Bhutan s’inventò la Felicità Inter­na Lorda. Per Forbes , che ha usato il criterio del sovrano, le città più fe­lici sono Rio, Sydney e Barcellona, i Paesi Norvegia, Danimarca e Fin­landia. In Lombardia è Monza. Ma forse sono solo bhutanate...