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 2011  agosto 25 Giovedì calendario

La rapisce per torturarla in una casa degli orrori - Quando a commettere lo stalking è un soggetto con forti istinti sadici e criminali il risultato può essere infernale

La rapisce per torturarla in una casa degli orrori - Quando a commettere lo stalking è un soggetto con forti istinti sadici e criminali il risultato può essere infernale.Ne sa qualco­sa la polizia di Amburgo­che è rima­sta senza parole quando ha fatto ir­ruzione nell’appartamento di Tho­mas Fisher, un uomo ditrent’anni che in passato era stato più volte denunciato per molestie a donne che rifiutavano i suoi corteggia­menti. L’uomo aveva trasformato la sua abitazione in una vera e pro­pria cella di sevizie con tanto di strumenti per infierire sulle sue vit­time: aghi, siringhe, scalpelli, stru­menti per interventi chirurgici, un lettino del tipo di quelli che si trova­no nei gabinetti ginecologici, per­sino un vibratore capace di tra­smettere scosse elettriche. E in mezzo a questo arsenale racca­pricciante, un cabina telefonica in­sonorizzata in modo che non po­tessero essere udite le grida di chi vi veniva rinchiuso dopo le tortu­re. Nei disegni del folle la vittima de­stinata a essere seviziata nella ca­sa degli orrori doveva essere una ragazza israeliana di 26 anni. Fi­scher l’aveva conosciuta tramite comuni amici e da tempo la perse­guitava con telefonate e pedina­menti. Non avendo ottenuto nes­sun risultato, decise di adottare una tattica più accattivante invian­dole ogni giorno un mazzo di fiori. A questo punto la ragazza, ignara dei precedenti del suo corteggiato­re, cede e acconsente di incontrar­lo in una Kneipe. Quattro chiac­chiere, qualche drink e alla fine i due si trasferiscono nell’abitazio­ne di Fischer in un sobborgo di Am­burgo. Solo per un puro caso l’incontro non si è trasformato in tragedia. Appena entrata nella casa la ragaz­za capisce di essere caduta in una trappola e cerca di scappare.L’uo­mo, che ha ormai gettato la ma­schera di corteggiatore premuro­s­o e gentile e assunto il ruolo di car­ceriere, riesce a rinchiuderla nella cabina telefonica. Ma commette un errore: non chiude bene la cabi­na, la ragazza nota la distrazione e appena il suo sequestratore si al­lontana prova a liberarsi. Cosa che le riesce dopo due ore. La porta di casa è sbarrata ma non una fine­stra che da sul cortile, la ragazza la apre e approfittando del fatto che l’appartamento si trova al primo piano compie, ancora ammanetta­t­a e nonostante il filo spinato mon­tato all’esterno da Fischer, il salto che le permetterà di sottrarsi defi­nitivamente al suo sequestratore. A dare l’allarme sono stati i vicini; l’uomo è stato arrestato poco do­po: addosso gli hanno trovato una pistola e una bomba a mano. Se­condo quanto riferito dalle autori­tà, al momento dell’arresto l’uo­mo non ha detto una parola. E senza parole sono rimasti an­che i poliziotti che poco dopo sono entrati in casa sua e si sono trovati di fronte a uno spettacolo agghiac­ciante. Oltre agli strumenti di tor­tura, c’è un manichino di gomma dove l’uomo, subito arrestato per stalking e sequestro di persona, evidentemente si esercitava nelle sevizie in attesa di potere avere a di­sposizione una vittima vera e pro­pria. Non solo. La polizia ha trova­to nella casa degli orrori ben 113 estintori, nove dei quali imbottiti non con schiuma antincendio ma con materiale esplosivo. Di qui il sospetto che l’uomo,dopo aver da­to sfogo ai suoi istinti, progettasse di compiere una strage dando fuo­co all’appartamento, eliminando la sua vittima e se stesso. Una storia di cronaca nera che ha suscitato orrore ma anche mol­te polemiche. Come è possibile, si domandano molti giornali, che un uomo già denunciato varie vol­te per stalking non venisse tenuto sotto osservazione?