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 2011  agosto 25 Giovedì calendario

NEL SONNO NON C’E’ PARITA’. LE DONNE DORMONO MEGLIO

Dicono di soffrire d’insonnia e poi dormono più della loro controparte maschile (un extra di 19 minuti, secondo i cronometraggi dei ricercatori). Ancora: le donne hanno un sonno più profondo degli uomini, si svegliano meno durante la notte e recuperano meglio le levatacce. Le differenze di genere contano anche quando si parla di riposo notturno.
Non sarà, si è addirittura chiesto Daniel Buysse, psichiatra a Pittsburgh che, siccome le donne dormono di più e vivono di più, la maggiore longevità non sia da attribuire anche al sonno?
Bella domanda per gli studiosi che ancora non hanno trovato una risposta, nonostante le ricerche sul sonno, considerato una vera e propria medicina per stare in salute, si stiano moltiplicando, con risultati curiosi.
Eccone uno. Uomini e donne hanno un orologio biologico diverso. Per molti uomini il ritmo circadiano è più lungo rispetto alle 24 ore di media, secondo uno studio dell’Harvard Medical School di Boston, così tendono ad andare a letto e ad alzarsi sempre più tardi, il classico comportamento da «gufi». Le donne, invece, sono più spesso «allodole»: hanno un ritmo inferiore alle 24 ore (dai sei agli undici minuti più corto rispetto a quello maschile) e sono più inclini a coricarsi e a svegliarsi presto. Ecco allora spiegata l’insonnia di chi non ce la fa a spegnere la luce all’orario giusto e al mattino non riesce a rimanere a letto più di tanto.
Nel complesso, comunque, le donne trascorrono più ore a occhi chiusi rispetto agli uomini, anche se si lamentano spesso di una cattiva qualità del riposo.
Secondo un sondaggio della National Sleep Foundation, il 30 per cento delle americane dice di dormire almeno otto ore per notte, mentre soltanto il 22 per cento degli uomini lo fa. E se prendiamo le più giovani, riposano 7 ore e 43 minuti a notte, il 19 per cento in più dei rappresentanti dell’universo maschile. Anche i tempi di addormentamento variano (almeno in esperimenti condotti nei laboratori di ricerca): 9,3 minuti per il sesso cosiddetto debole, 23,2 minuti per quello cosiddetto forte.
Non si capisce, quindi, perché le donne non siano soddisfatte delle loro dormite: persino le mamme di bambini piccoli riescono a riposare più ore rispetto al padre (la sensazione di disagio nasce, forse, dal fatto che il loro sonno è più frammentato).
Dovrebbero, invece essere contente per i risultati di un paio di ricerche che dimostrano come la tipologia femminile del riposo, in qualche caso, le avvantaggia.
La profondità del loro sonno è cruciale per la formazione della memoria (probabile quindi che riescano a memorizzare meglio degli uomini) e la mancanza di sonno durante la settimana per loro non è un problema: recuperano facilmente il sabato e la domenica. La dimostrazione? Test al computer, condotti da Alexandros Vgontzas, psichiatra americano di Hershey, che hanno misurato i tempi di reazione, in vari momenti e in entrambi i sessi, dimostrando la superiorità femminile.
Ultima osservazione. Gli uomini imparano a riconoscere stimoli percepiti in precedenza (per esempio il movimento di punti su uno schermo) soltanto dopo un sonnellino. Le donne non ne hanno bisogno: per questo possono essere ottimi controllori di volo o radiologi capaci di leggere facilmente esami di risonanza magnetica.
Adriana Bazzi