Sergio Luciano, ItaliaOggi 25/8/2011, 25 agosto 2011
POKER ONLINE, 3 MLD IN UN MESE
Tre miliardi di euro di giro d’affari in appena un mese: È l’incredibile bilancio, ancora ufficioso e provvisorio ma confidato da fonti certe, del poker-on-line, autorizzato formalmente in Italia da appena 37 giorni (era il 18 luglio scorso) e già schizzato in orbita. Per rendersi conto delle dimensioni del fenomeno basti pensare che il volume d’affari di tutte le altre lotterie legali (dal Gratta e Vinci al Superenalotto) veleggia ia quest’anno verso un totale di 70 miliardi, tali da produrre circa 10 miliardi di introiti erariali diretti, escluse cioè le tasse sugli utili prodotti dalle società di gestione.
Quindi, se il ritmo del business appena iniziato si confermasse, potrebbe da solo arrivare alla metà di tutto il resto, rivelando contemporaneamente un’immagine nuova e per certi versi inedita del rapporto tra gli italiani e il gioco.
E non solo: se si pensa che tutta la dibattutissima, e oggettivamente odiosa, tassa sulla solidarietà prevista dalla manovra economica d’emergenza in questi giorni in Parlamento rende 3,6 miliardi in tre anni, è chiaro che con 36 miliardi di giro d’affari incrementale l’amministrazione dei Monopoli, cui fanno capo i giochi e le lotterie legali, vedrebbe crescere quei 10 miliardi annui di introiti verso quota 15, una specie di «tesoretto» sul quale evidentemente il ministro Tremonti puntava, forse anche più di quanto punti sulla vendita delle nuove licenze telefoniche, previste per quest’ultimo quadrimestre dell’anno.
Naturalmente, l’avvento così prepotente dei nuovi giochi on-line potrebbe anche ridurre un po’ il gettito che i giocatori hanno finora riservato ai giochi classici, ma per ora le avvisaglie sono di segno diverso e descrivono un incremento netto delle giocate. La spiegazione? Semplice: mentre al lotto, al Superenalotto, al Totocalcio, al Totip e alle Slot Machine giocano in realtà prevalentemente le persone mature, ai giochi on-line accedono più volentieri i giovani.
E questa evidenza si collega subito all’allarme che suscita in molti ambienti il boom dei nuovi giochi, come a suo tempo suscitò la loro autorizzazione. Nel 2010, del resto, in Italia il numero di persone che puntavano on-line sui siti web di giochi internazionali era già aumentato del 28,2% rispetto all’anno precedente. Secondo una stima dell’Eurispes le persone patologicamente dipendenti dal gioco legale e d’azzardo sono in circa 700.000, delle quali circa l’85 per cento sono uomini. Lo sarebbero comunque, si rivolgerebbero comunque all’ancora enorme macchina clandestina del gioco illegale, ma certo oggi possono trovare più agevoli praterie per sfogare un hobby che, se spinto a livelli eccessivi, diventa una patologia. Su quest’implicazione delle nuove autorizzazioni non mancherà di scoppiare la polemica.
Si calcola che attualmente l’80% della popolazione adulta italiana giochi o abbia giocato d’azzardo con una spesa media pro capite di 1.000 euro. Un problema che in tempi di tagli diventa anche un costo per la Sanità, con l’aumento di persone che decidono di curarsi. Per liberare i pazienti dalla «febbre da tavolo verde» in Italia esistono quasi 200 centri. E la cura di gruppo è fra gli strumenti più adeguati.