Maurizio Porro, Corriere della Sera 25/8/2011, 25 agosto 2011
SORELLE CECOVIANE PER UGO TOGNAZZI
Oggi, chi ama il buon cinema potrebbe stare tutto il giorno davanti alla tv, cominciando dal mattino su Rai3 (Il ponte di Waterloo, mélo classico con Vivien Leigh- Robert Taylor e il Valzer delle candele) proseguendo sulla stessa rete al pomeriggio (Indiscreto di Donen, commedia sofisticata con la Bergman e Cary Grant) poi sintonizzandosi alle 21 su Sky Classic per Come eravamo di Sydney Pollack con l’amarcord democratico firmato Redford e Streisand (per non dire del Grande cielo di Hawks su Raimovie). C’è un altro titolo, meno noto ma egualmente prezioso, ideale per dopo pranzo: è Venga a prendere il caffè da noi, capolavoro di commedia lombarda (non padana!) più che all’italiana, diretto dal milanese (ma i fan dicevano che era il più americano dei nostri registi) Alberto Lattuada nel 1970. È una cronaca minuziosa, cinica, spiritosa ed impietosa della vita di provincia lacustre di tre sorelle zitelle e perbene, le agiate Tettamanzi; e dell’arrivo del ragionier Emerenziano Paronzini, impiegato delle imposte che sposerà una delle «ereditiere» ma si accaserà con tutta la famiglia, serva compresa, finché malore non lo separi. Celebre finale sul lungolago e crudele incipit di presentazione dell’autore del suo eroe piccolissimo borghese, in trattoria con uno stuzzicadenti multiuso. Seguirà lo scontro col perbenismo scontro col perbenismo delle tre sorelle cecoviane di Luino in un’atmosfera di sensualità a lungo rimandata ma non repressa. Sceneggiato a ping pong, al meglio dallo stesso regista insieme con Baracco, Tullio Kezich e Piero Chiara, autore del romanzo ispiratore, « La spartizione», il film riflette in specchio deformante i valori del viver provinciale col meraviglioso Ugo Tognazzi nei panni del merletto maschio (pensare che pochi anni prima era stato vittima dell’Ape regina di Ferreri). Ma è il terzetto delle signorine a chiamare l’applauso, la loro sintonia, le mosse, le occhiate, i gesti e le paranoie e il servizio bello del caffè: sono Milena Vukotic, poi moglie del rag. Fantozzi, lady Angela Goodwin e la gigantessa Francesca Romana Coluzzi. Appaiono un attimino anche gli autori, Lattuada e lo stesso Chiara.