Varie, 24 agosto 2011
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Akhmadulina Bella
• Mosca (Russia) 10 aprile 1937, Mosca (Russia) 29 novembre 2010. Poeta • «[...] la più famosa poetessa dell’ex Urss, protagonista con il primo marito Evgheni Evtushenko della stagione letteraria del disgelo post-staliniano. Nata da padre tartaro e madre di origine italiana, aveva esordito nel 1955 con immediato successo. La raccolta di poesie Il giardino (1989) le valse il premio di Stato Urss. In Italia due sue antologie sono pubblicate da Interlinea (Lo giuro) e da Spirali (Poesia)» (“La Stampa” 1/12/2010) • «[...] una delle poetesse più amate dai russi [...] un passato di resistenza ostinata al regime sovietico che aveva sempre tollerato a stento le sue opere come quelle degli altri “shestidesiatniki”, i poeti ribelli degli anni ’60. Ne facevano parte Andrej Voznesenskij e Evgenij Evtushenko che fu anche il primo dei suoi tre mariti [...] Tutti boicottati dalle case editrici di Stato, costretti a scrivere sui samizadt e ospitati dalla rivista semiclandestina di Viktor Erofeev “Metropol”. Sguardo orientale, ereditato dal padre tartaro, una tradizione familiare di fedeltà assoluta al partito (la madre lavorava per la polizia segreta Nkvd) aveva sempre preso le distanze dalla retorica di regime. Dopo il crollo dell’Urss, nel ’93, ideò e firmò la cosiddetta “lettera dei 42” che chiedeva di bandire per sempre partiti nazionalisti e comunisti. All’ultimo saluto un amico ha letto un suo verso del 1968: “Intorno a me non c’è anima né un suono/Anche il mio tavolo è morto, sotto la polvere sepolto”» (N.L., “la Repubblica” 2/12/2010).