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 2011  agosto 24 Mercoledì calendario

VITA DI CAVOUR - PUNTATA 165 - MESSAGGI CIFRATI

Che cos’è il piano Bixio? Nino Bixio?

No, Alessandro Bixio, suo fratello. I genitori l’avevano mandato a studiare al collegio di Sainte-Barbe, a Parigi, e da allora s’era fatto francese. Orleanista, poi anti-orleanista, repubblicano ma contrario alla repubblica dopo la caduta di Luigi Filippo, aveva avversato il colpo di stato di Napoleone III (di cui all’inizio era stato ministro) e aveva scontato per questo un mese di carcere. Un avventuriero, in definitiva, che gestiva una libreria specializzata in testi agricoli e aveva fondato un’associazione in cui erano ammessi solo quelli che s’erano fatti con le loro forze. Adesso passava le sue giornate al Palais Royal, dimora del cugino dell’imperatore, il principe Napoleone, detto PlonPlon, figlio di Gerolamo Bonaparte a suo tempo re di Vestfalia. Con la nascita del figlio di Napoleone III proprio durante il congresso - PlonPlon aveva perso ogni prospettiva di successione al trono di Francia, e gliene era venuta una malinconia, ma una malinconia... Basta. Bixio era, come vede, l’uomo giusto per far arrivare certe idee a Cavour.

Lo conosceva?

Sì, l’aveva conosciuto da capo di gabinetto, ai primi tempi della repubblica francese, e in occasione di quel viaggio era stato anche ricevuto dal re. Tornato a Torino nel ‘57 aveva nuovamente incontrato Cavour e gli aveva esposto questa sua idea bizzarra, far sposare Clotilde, la figlia sedicenne di Vittorio Emanuele, a Plon-Plon. Il conte aveva subito fatto capire che non c’era speranza. «Spieghiamo all’imperatore che Clotilde è destinata solo a un futuro re». Stavolta però Bixio aveva mandato a Cavour per lettera un progetto più complesso. Il matrimonio era diventato il perno intorno a cui ruotava l’alleanza tra Francia e Piemonte. Il piano si poteva riassumere in tre punti: 1) PlonPlon sposa Clotilde; 2) Piemonte e Francia fanno insieme la guerra all’Austria; 3) si forma un Regno dell’Alta Italia sotto il Savoia.

Erano idee di Bixio o di Napoleone?

Questo era il punto. Cavour, conoscendolo, stentava a credere che Bixio parlasse tanto per parlare. La lettera conteneva certe allusioni da cui pareva di capire che l’imperatore era al corrente e approvava. Non c’era che un modo di appurare la verità: ristabilire il canale che aveva funzionato durante il congresso, cioè mandare Nigra a sondare il dottor Conneau. Per le comunicazioni confidenziali Nigra e Cavour usavano un cifrario (gruppi di quattro cifre a ognuna delle quali corrispondeva una parola), ma Cavour voleva essere informato immediatamente, quindi Nigra avrebbe adoperato il telegrafo. Ponderarono bene su quante fossero le eventualità possibili e alla fine si misero d’accordo su queste sei frasi: - Frase «Prego Vostra Eccellenza di far sapere a mia moglie che ho fatto buon viaggio». Significato: «Conneau è informato del progetto». - Frase «Vogliate far sapere alla mia famiglia che sono arrivato a Parigi senza inconvenienti». Significato: «Conneau non è informato del progetto». - Frase «Voglia Vostra Eccellenza far sapere a mia moglie che io sto bene». Significato: «L’Imperatore conferma le proposte». - Frase «Fate dire a casa mia che io sto bene». Significato: «L’Imperatore non conferma le proposte». - Frase «Conto di partire subito». Significato: «Il dottor Conneau verrà a Torino». - Frase «Attendo vostri ordini». Significato: «L’Imperatore insiste perché veniate a Parigi». Nigra partì. Il primo dispaccio giunse il 9 maggio, alle 10 e 20 del mattino. «Vogliate far sapere alla mia famiglia che sono arrivato a Parigi senza inconvenienti». Cavour non riusciva a star fermo. Gli portarono il secondo dispaccio nel pomeriggio, cinque minuti prima delle sei. «Voglia Vostra Eccellenza far sapere a mia moglie che io sto bene. Conto di partire subito». Cavour prese a saltare di gioia.

Cioè, traducendo: l’imperatore confermava le proposte e Conneau sarebbe venuto a Torino per negoziare.

Conneau arrivò alla fine di maggio. Era un uomo gentile gentile, intimo dell’imperatore da tempo immemorabile. Era nato a Nizza e parlava bene l’italiano, solo con uno stile curioso, breve e contorto. Aveva tanto pregato Cavour di aiutare suo nipote a entrare nell’Accademia militare e naturalmente, per questo nipote, le porte dell’Accademia erano state spalancate. «L’opinione di Sua Maestà» disse Conneau quando furono rimasti soli «è che bisogna trovare una ragione della guerra tale da riscuotere l’approvazione generale. Il pretesto deve essere buono. Ci sono tre casi in cui la Francia non potrebbe intervenire. Primo caso: conflitto con un altro stato italiano. Come va con Napoli?».

Che era successo con Napoli?

Ferdinando II aveva sequestrato il «Cagliari», la nave dell’impresa di Pisacane, e ne era nata una vertenza molto complicata. Tra l’altro c’erano di mezzo anche gli inglesi. Cavour rispose che con Napoli, in definitiva, non c’erano problemi.