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 2011  agosto 24 Mercoledì calendario

All’asta da primato c’è una rossa da sogno - Chissà che cosa direbbero gli operai della Ferrari che, nel 1957, rincasavano dopo la giornata di lavoro

All’asta da primato c’è una rossa da sogno - Chissà che cosa direbbero gli operai della Ferrari che, nel 1957, rincasavano dopo la giornata di lavoro. Alla televisione spuntava per la prima volta «Carosello». In officina avevano lasciato un mito. Trentaquattro pezzi, tutti unici, destinati a macinare i chilometri e il tempo senza essere scalfiti. Anzi. Una di quelle auto, un prototipo Testa Rossa destinata alle gare, è da pochi giorni la più costosa di sempre: 16,4 milioni di dollari, qualcosa più di 11 milioni di euro. La cifra è stata raggiunta a un’asta californiana, dove tra un misterioso venditore e un altrettanto discreto compratore («Un collezionista di auto italiane») è passato l’assegno più corposo di sempre, per un’asta. Nelle trattative tra privati i prezzi possono essere ancora più alti: una 250 GTO, la più ambita, qualche anno fa si è fatta pagare 26 milioni. Ma si possono anche superare i 30, per aggiudicarsi un oggetto fatto per metà di metallo e per l’altra metà di sogno. «Una gran bella macchina, senza dubbio. E un buon prezzo per il venditore». A dirlo è Adrian J. Hamilton, che con la sua «Duncan Hamilton & Co.» è tra i principali intermediari globali per questo tipo di auto, progettate per la pista o per la strada. Il nome della compagnia è quello del padre, che negli Anni 50 è stato tra i più importanti piloti inglesi, portando anche a casa una vittoria alla 24 ore di Le Mans. «È un ottimo affare, in questo momento. Una macchina del genere è un buon modo per investire i soldi: se li metti in banca gli interessi sono bassi, mentre con un gioiello così puoi giocare, andare in giro, divertirti». Il ragionamento fila: anziché buttarsi sul mattone, avere in garage quattro ruote come queste promette di essere un po’ come comperare oro, al sicuro dalla scontrosa sensibilità dei mercati. A patto di saper scegliere, o di essere firtunati. «È difficile capire quali saranno e le macchine che invecchieranno meglio, ma le più belle nontemono il tempo. Le Ferrari, certo, ma magari anche una McLaren da Formula 1: è un’auto che ha tutte le possibilità di mantenere un’altissima quotazione». Il mercato c’è ed è globale, anche se a comprare sono innanzitutto europei e statunitensi: nove auto su dieci continuano a essere acquistate in Occidente. Ad alzare le mani alle aste sono prima di tutto i collezionisti, facoltosi appassionati che hanno raccolte che niente hanno da invidiare a un museo: cento, duecento, anche seicento cuccioli da lucidare e portare a spasso. Però c’è anche chi esaudisce un sogno, e parte sgommando su quello che era il desiderio di una vita. A Como, a maggio, un’asta della «RM Auctions» ha battuto in due ore un parco macchine per un totale di 23 milioni di euro: a farla da padrone è stata ancora una Ferrari, una Berlinetta 375 MM del 1955 andata via a 3,3 milioni; poco di più della coupé Talbot-Lago T150-C SS del 1938. La stessa agenzia, venerdì scorso, ha aggiudicato una Mercedes 540K per poco meno di 10 milioni, nuovo record mondiale per la casa tedesca. «Oltre alle Ferrari - spiega Massimiliano Girardo, direttore della sezione europea della RM - ci sono Bugatti, Alfa Romeo, Mercedes. I compratori spesso sono gli stessi: metà dei pezzi messi all’asta vengono aggiudicati a offerte per telefono, via Internet, con l’iPhone. E poi ci sono quelle macchine che acquistano valore per la loro storia, perché simbolo di un’epoca o perché guidate da personaggi famosi». Come la Lamborghini Isero autografata da Roger Moore quand’era 007. O la Porsche 911 di Steve McQueen. Il problema è che è sempre più raro che qualcuno decida di disfarsi di pezzi come questi. E che ci sia un’altra occasione per mettersi al volante di un sogno.