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 2011  agosto 24 Mercoledì calendario

Nel sistema americano la credibilità è cruciale - Per comprendere come sia stato possibile il completo proscioglimento di Dominique Strauss-Kahn dall’accusa di «brutale aggressione sessuale» che aveva portato al suo arresto, bisogna partire dal fatto che la legge americana si basa sulla «presunzione di innocenza» di qualunque cittadino

Nel sistema americano la credibilità è cruciale - Per comprendere come sia stato possibile il completo proscioglimento di Dominique Strauss-Kahn dall’accusa di «brutale aggressione sessuale» che aveva portato al suo arresto, bisogna partire dal fatto che la legge americana si basa sulla «presunzione di innocenza» di qualunque cittadino. È compito del procuratore documentare al giudice l’esistenza di prove che «oltre ogni ragionevole dubbio» consentono di supporre la colpevolezza dell’imputato e solo sulla base di tali prove il giudice accetta di celebrare un processo che vedrà la giuria pronunciarsi sulla credibilità delle medesime prove. Poiché il caso che ha opposto Dsk alla cameriera africana è una violenza sessuale, la prova essenziale della quale il procuratore deve disporre è la «credibilità della vittima». «L’intero castello accusatorio si basa sulla testimonianza della presunta vittima - spiega Andrew Johnson, legale di New York veterano di cause su immigrazione e violenze sessuali -. Se questa non c’è, il caso viene meno». La tesi dell’avvocato difensore della donna, Kenneth Thompson, è che tale credibilità è attestata dal fatto che «lei non ha mai modificato la versione originaria dei fatti» in merito all’essere stata obbligata a praticare sesso orale a StraussKahn. Ma i precedenti sulla base dei quali si pratica il diritto nei tribunali americani attestano che per «credibilità» si intende in realtà l’affidabilità in senso lato della vittime come teste. Da qui l’importanza dei riscontri eseguiti dagli investigatori del procuratore Cyrus Vance perché una volta appurato che Diallo aveva mentito sulla richiesta di asilo negli Stati Uniti, sulla dinamica dello stupro subito in Guinea, sul numero dei figli che ha e sui colloqui avuti con almeno due uomini in merito alla possibilità di «ottenere denaro» da StraussKahn, la cameriera è apparsa una persona nel complesso «non credibile», portando alla chiusura del caso. Ciò significa che Strauss-Kahn è stato prosciolto senza appurare cosa sia avvenuto con esattezza lo scorso 14 maggio nella suite del Sofitel di Times Square. Come hanno riassunto alcuni talk show newyorkesi, citando a memoria episodi del serial tv «Law and Order», «probabilmente non sapremo mai cosa è avvenuto fra i due» e poiché l’onere della prova spetta all’accusa si tratta di un «fallimento dell’ufficio del procuratore». Vance d’altra parte non aveva alternative. Perché la «credibilità delle accuse oltre ogni ragionevole dubbio» è un principio cardine del diritto americano: se avesse scelto di celebrare il processo, sarebbe andato incontro a una cocente sconfitta legale. Resta l’interrogativo se la polizia di New York sia stata nel giusto nell’arrestare Strauss-Kahn mentre era a bordo di un aereo dell’Air France pronto al decollo, detenendolo per 48 ore in un commissariato di Harlem per poi trasferirlo in uno dei penitenziari più severi della città. Vance sostiene che «la polizia ha operato come doveva» perché, in presenza di una denuncia per stupro, doveva scongiurare il «rischio di fuga» del sospetto. Nell’equilibrio di Vance fra la difesa degli agenti di New York e la marcia indietro sulle accuse c’è la chiave di interpretazione del rapporto tra forze dell’ordine e cittadini negli Stati Uniti: al momento del fermo sono gli agenti a decidere cosa avviene, e opporre resistenza non fa che peggiorare le cose. Ma dal momento in cui le accuse vengono formulate e l’avvocato difensore entra in gioco, l’equilibrio si rovescia a favore del sospettato, obbligando il procuratore a giustificare l’operato della polizia».