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 2011  agosto 24 Mercoledì calendario

RAGAZZI E LUSSO, LA PASSIONE ONLINE

Internet e gli smartphone vanno di moda fra i ragazzi, nel vero senso della parola. Non è un caso, che sempre più marchi del lusso, dall’abbigliamento agli accessori, stiano consolidando le relazioni con la clientela più giovane, disposta ad acquistare nel tempo di un click anche prodotti molto costosi.

Un costume da 1.200 euro? Un paio di stivaletti da donna a 395 euro? Click, pagati. Da raccontare agli amici, anzi, da condividere. Così anche coloro che non avevano mai frequentato un negozi di lusso si trovano a essere contagiati proprio attraverso la rete.

Fra i marchi, Dolce & Gabbana ha di recente aperto la propria boutique online (www.dolcegabbana.com), attraverso cui i clienti possono acquistare le collezioni attuali di abbigliamento e accessori senza entrare nel punto vendita. Di per sé, l’acquisto online di un prodotto non fa più scalpore, ma il fatto che anche le maison più rinomate affianchino internet alla boutique dimostra quanto stiano cambiando le abitudini d’acquisto, soprattutto fra i giovani dai 15 ai 35 anni. Una tendenza globale: il negozio online di Dolce & Gabbana è già consultabile in sette lingue e accessibile tanto via pc, quanto via tablet e smartphone. Dall’8 agosto, inoltre, il portale si è aperto anche agli utenti cinesi, con servizi in lingua locale, prezzi in yuan e consegna a domicilio garantita in 400 città.

Ma come si diceva, l’e-commerce può ormai dirsi un’abitudine acquisita fra le nuove generazioni, attirate da ciò che è lusso sinonimo di innovazione ed esclusività. «La generazione Y, quella dai 15 ai 35 anni, vive una storia d’amore contrastata con il lusso», ha detto Rémy Oudghiri, direttore del dipartimento Tendances di Ipsos in Francia, che ha condotto uno studio sul tema in 13 paesi fra Europa, Stati Uniti, Russia, Giappone, Brasile e Corea del sud. «Dimostra un desiderio più forte rispetto alle generazioni precedenti per questo genere di prodotti, anche se i suoi mezzi sono limitati».

I risultati dell’indagine svelano anche la resistenza del lusso alla crisi, che a parole è riconosciuta, così come la messa in discussione del modello di consumo occidentale. In pratica, però, possedere un prodotto di lusso fa dimenticare altri aspetti del quotidiano: nei paesi emergenti, la fame di benessere e affermazione sociale si sposa con i marchi più esclusivi. In quelli più sviluppati e oggi in declino, soddisfare d’impulso un desiderio farebbe dimenticare un futuro a tinte fosche, a costo di risparmiare su altri beni, anche di prima necessità, pur di aggiudicarsi un prodotto di grido.

Sempre secondo lo studio Ipsos France, gli under 35 vedono il lusso come un segno esteriore di ricchezza interiore e per non perdersi neanche un buon affare, restano connessi quasi in modo permanente a internet, anche quando dormono (lo fa il 72% degli intervistati).

La rete si conferma così la soluzione più efficace per coltivare il rapporto fra marchi del lusso e consumatori, a suon di applicazioni e giochi. «Be a princess», per esempio, è un’applicazione per iPhone lanciata dal brand di gioielli Chaumet, con la quale le ragazze possono fotografarsi con un diadema in testa, proprio come Josephine de Beauharnais, prima moglie di Napoleone e prima cliente della maison.

Ma per coltivare il gusto per il lusso si possono usare anche i social network.

Un altro marchio globale come Hermes, per esempio, sulla sua pagina Facebook introduce ai propri prodotti con una serie di applicazioni e giochi. Non per questo, però, la dimensione reale viene trascurata. Al contrario, l’inaugurazione di una nuova boutique è l’occasione per organizzare un evento di forte richiamo, una festa a cui i ragazzi non mancano mai. Burberry a Pechino si è presentata con uno spettacolo olografico, Miu Miu ha sponsorizzato il concerto pop della cantante Florrie e dato vita a un party in stile anni 40 al Park Hyatt di Shanghai con sfilata annessa.