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 2011  agosto 24 Mercoledì calendario

INDIANI STERILIZZATI E CONTENTI

Sterilìzzati e potrai vincere un’auto. Suona come il titolo di una satira grossolana alla Borat, una versione indiana del nostro «Gratta-e-vinci», ma in realtà si tratta dell’ultima serissima pensata del ministero della salute di uno stato dell’India, il Rajasthani, che ha istituito un progetto molto pragmatico per contribuire al contenimento della popolazione: ogni uomo che passa da un’apposita clinica per farsi sterilizzare riceve 1.100 rupie (meno di 12 euro), una donna che si sottopone allo stesso trattamento ne riceve 600 (circa 6,5 euro). In aggiunta a tanta manna, i volontari dell’auto-sterilizzazione ricevono anche un biglietto della lotteria, che apre la porta alla prospettiva di vincere un’auto, un motorino o un frullatore elettrico.

La popolazione dell’India è enorme e in crescita. L’Onu stima che entro il 2050 avrà superato quella della Cina, passando dagli attuali 1,2 miliardi a oltre 1,5 miliardi. Così, complice il recente aumento dei prezzi di praticamente tutto, dal grano al diesel, alle verdure, l’incentivo economico ha buona presa sulla popolazione: una manciata di rupie in India sono un argomento convincente, specie per le coppie che hanno già un paio di figli e avevano pensato da sé che era meglio non farne più.

Negli anni Settanta aveva già attirato l’attenzione negativa della comunità internazionale un’iniziativa di Sanjay Gandhi, figlio dell’allora primo ministro, Indira Gandhi, e nipote del Pandit Nehru, che aveva gestito un programma di sterilizzazione forzata di un numero non precisato di donne e di uomini. Ciononostante, ancora oggi in molte comunità la sterilizzazione rimane il metodo preferito, quando non l’unico, di contraccezione. E nonostante il compenso sia poco più della metà che per un uomo, le donne sono il 99% dei volontari che si presentano per farsi sterilizzare.

In teoria, pagare la gente perché si sterilizzi era e rimane illegale, ma il marchingegno dello stato indiano aggira l’ostacolo parlando di compensi per la «perdita di guadagno» a causa del tempo che occorre dedicare all’intervento. In un paese dalle città che brulicano come alveari, dove l’ultra modernità tecnologica e competitiva raggiunta in alcune zone non ha eliminato l’assoluta povertà di molte altre, le autorità hanno buon gioco ad amplificare lo spauracchio di un futuro in cui le risorse e le opportunità potranno non bastare più.

A opporsi alla compravendita della fecondità di donne e uomini sono diverse ong. In particolare sono deprecati i metodi usati da taluni «motivatori», detti anche «agenti della vasectomia», che incassano 200 rupie per ogni volontario che riescono a convincere a farsi operare. Secondo Ritesh Sharma, della ong Mitra Foundation di Jaipur, spesso i motivatori ricorrono all’inganno, prospettando a poveri e mendicanti offerte varie, dalla visita medica gratuita al telefono cellulare. Gli interventi, inoltre, si fanno anche in violazione delle norme che prevedono solo soggetti sposati. Dall’aprile 2010 al febbraio 2011 nel Rajasthani sono stati effettuati oltre 296 mila interventi di sterilizzazione, corrispondenti al 61,58% del target per l’anno fiscale 2010-11. Da quest’anno però i numeri potrebbero decollare, dal momento che si è aggiunta la lotteria, con i ricchi premi, offerti da un’università locale.