Pierluigi Magnaschi, ItaliaOggi 23/8/2011, 23 agosto 2011
Per costruire gli europei l’euro non è sufficiente. Molti guai di oggi derivano da questa illusione - L’Europa è una grande idea
Per costruire gli europei l’euro non è sufficiente. Molti guai di oggi derivano da questa illusione - L’Europa è una grande idea. Realizzata con i piedi. Essa nasce a tavolino. Nella presunzione che, eliminate le dogane e demoliti i confini, l’Europa nascesse come un pulcino da un uovo. Questa idea tecnocratica è il risultato del lavoro di una èlite senza radici. Mondializzata perché non ha riferimenti. E che si crede la rappresentazione del futuro. Anzi, l’unico modello possibile. Il resto dell’Europa, cioè i cittadini europei, seguiranno. L’importante, come diceva Napoleone, è andare avanti. Poi l’intedance suivra, la salmerie seguiranno. E, in questo caso, le salmerie erano i popoli europei che si sono invece rivelate renitenti a cancellare il loro passato (compresi i loro difetti). L’euro nasce da questa presunzione dirigistica e affrettata. I popoli non si amalgamano? Poco male, dicono gli spaesati di Bruxelles. Li mettiamo nel frullatore dell’euro e, trac, nascerà l’europeo nuovo. Invece il greco, il portoghese, lo spagnolo, l’italiano e persino l’irlandese sono rimasti tali e quali, con i loro pregi e difetti che sono storici, sociali e anche economici. Il frullatore euro non ha frullato. Anzi rischia adesso di essere frullato dalla realtà. Ne ho parlato con un grande imprenditore tedesco, un amico dell’Italia che ha cercato di spiegarmi perché i tedeschi siano restii a mettere le loro risorse in comune con i, per lui, splendidi (per altri versi) popoli mediterranei. La solidità dei conti tedeschi non scende dal cielo, mi dice. Prendiamo la previdenza che è, assieme alla sanità, la maggior voce di uscita pubblica in Italia. In passato, in Germania, lavorando 45 anni, si prendeva una pensione pari al 60% dell’ultimo stipendio (in Italia, con 40 anni, l’ 80%). Oggi, su una retribuzione di 6 mila euro mensili, il dipendente tedesco paga un contributo previdenziale massimo di 600 euro e il datore di lavoro ne mette altri 600. Come pensione prenderà 50 euro per ogni anno di lavoro fatto. In pratica, dopo 40 anni di lavoro, la pensione è di 2mila euro. E chi va in pensione prima dell’età di vecchiaia (attualmente poco più di 65 anni, in futuro 67) viene penalizzato. Le pensioni in Germania non sono legate all’inflazione ma agli stipendi lordi: solo se crescono questi, crescono quelle. I pensionati tedeschi non hanno avuto aumenti nel 2005, 2006, 2007, 2010. Ai dipendenti pubblici è stata tolta la tredicesima e debbono lavorare 1,5-2 ore in più la settimana senza aumenti. Se il deficit tedesco è basso è perché i sacrifici dei tedeschi sono alti. Stupisce allora che siano restii a ripianare i debiti di coloro che i sacrifici non vogliono farli? Non è che la Merkel sia cattiva. È che gli elettori tedeschi non sono stupidi.