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 2011  agosto 23 Martedì calendario

IN FUMO I SOLDI DI MARCHIONNE. FIAT? NO, PHILIP MORRIS

Povero Sergio Marchionne! La Borsa fa il tiro al bersaglio sui titoli Fiat e la tanto temuta recessione prossima ventura mette a rischio una volta di più i suoi piani di rilancio del Lingotto. E adesso perfino le stock option garantite al manager italo-canadese si sono sgonfiate per effetto del forte calo delle azioni Fiat. Con il titolo che arranca poco sopra i 4 euro non si parla più di potenziali guadagni per 100 milioni e più. Se il manager convertisse adesso in azioni le opzioni che gli sono state assegnate nel 2004, la plusvalenza non supererebbe i 30 milioni. Un secondo pacchetto di stock option assegnato al capo del Lingotto nel 2006 ha invece un prezzo d’esercizio superiore alla quotazione corrente della Fiat. Quindi i guadagni per Marchionne si sono per il momento azzerati.
Certo, non è detta l’ultima parola. Anzi, se il titolo nei prossimi mesi recuperasse terreno, ecco che il bilancio personale del manager tornerebbe in attivo. Si vedrà. Intanto però Marchionne può sempre consolarsi con le sigarette, quelle prodotte dalla Philip Morris. Da qualche anno il gran capo del Lingotto siede nel consiglio del gigante americano del fumo di cui è anche diventato azionista. Dopo gli ultimi acquisti, che risalgono al 25 luglio, il suo pacchetto di azioni vale circa 2,3 milioni di dollari, pari a circa 1,6 milioni di euro.
IL TABACCO però tira molto più delle auto, almeno in Borsa. E così se la quotazione della Fiat si è quasi dimezzata dall’inizio dell’anno, il titolo Philip Morris si è invece rivalutato. Il rialzo da gennaio ammonta al 12 per cento, una performance decisamente superiore alla media, visto che nello stesso periodo l’indice Dow Jones ha perso quasi il 6 per cento. Insomma, Marchionne viaggia al rialzo sulle sigarette. Sono ormai due anni che, a scadenza mensile, il manager compra azioni incrementando il suo pacchetto personale . I primi acquisti sono stati conclusi a prezzi anche inferiori ai 50 dollari mentre adesso la quotazione del colosso del tabacco sfiora i 70 dollari. E le prospettive per il futuro prossimo sembrano più che promettenti. Philip Morris macina utili e ricavi a gran ritmo. Nel secondo trimestre dell’anno i profitti operativi della multinazionale delle sigarette sono aumentati del 27 per cento.
Buon per Marchionne, che almeno in questo caso ha puntato su un cavallo vincente. In casa propria, invece, il numero uno del Lingotto ha adottato una strategia diversa. Stock option a parte, che comunque per il momento non sono state esercitate, il capo della Fiat possiede un pacchetto di soli 240 mila titoli del gruppo automobilistico. Sono azioni comprate ormai molti anni fa, tra il 2005 e il 2006. Da allora Marchionne non ha più acquistato titoli dell’azienda che dirige. E non lo ha fatto neppure in questi giorni, con le quotazioni in caduta libera. Altri manager invece hanno approfittato dei ribassi per acquistare titoli delle loro società. Lo ha fatto Corrado Passera ad Intesa, Paolo Scaroni all’Eni, Fulvio Conti all’Enel, Giovanni Perissinotto alle Generali. E’ un modo come un altro per inviare un segnale rassicurante al mercato. Il numero uno è il primo a credere nei titoli del gruppo, questo in sintesi il messaggio dei top manager. Marchionne invece fin qui ha preferito non comprare. Forse la farà tra poco. Intanto però il suo pacchetto di azioni Philip Morris vale quasi il doppio delle sue Fiat.