Olga Piscitelli, Corriere della Sera 23/08/2011, 23 agosto 2011
«COSTIAMO MENO DI 13 DEPUTATI» PICCOLI COMUNI IN PIAZZA: UN CITTADINO PAGA PER NOI 5,47 EURO L’ANNO —
Combattono su un doppio fronte, quello della piazza e quello della diplomazia. Un po’ Cavour, un po’ garibaldini. E non è un caso che parta da Torino la rivolta dei sindaci dei piccoli comuni, decisi a far stralciare quell’articolo 16 della manovra che accorpa i centri con meno di mille abitanti, 1.963 in tutta Italia, 958 solo in Piemonte.
In una piazza Castello che brucia di afa agostana, i più garibaldini si fanno avanti alla spicciolata, fin dalle 9.30. C’è Maurizio Bologna di Moasca, nell’astigiano, 470 abitanti, che non si rassegna: «Ma che risparmio è? Il mio stipendio è di 450 euro, quello degli assessori di 120. Abbiamo già rinunciato a quei soldi, siamo volontari». C’è Gabriella Stefani, vicesindaco di Ronco Canavese, 319 residenti sparsi in 40 frazioni nella Val Soana: «Quante vallate dovremo accorpare per fare i 5 mila abitanti di un’unione municipale? Il nostro paese vive dal 1280, non si cancella la storia tirando un rigo sotto». C’è Franca Biglio, presidente Anpci, l’associazione dei piccoli comuni, che fa conti su conti per dimostrare, primo: «Che non sono 54 mila le poltrone» che si taglierebbero, ma «21.593». Secondo: «Che i costi dei 1.963 comuni ammontano a poco più di 12 milioni, da ridurre della metà, visto che il 50% degli amministratori rinuncia alle indennità: meno del costo di 13 deputati». E terzo: «Che ogni cittadino paga per le piccole amministrazioni 5,47 euro l’anno: uno spreco?».
«Un taglio ingiusto», dicono in coro i sindaci piemontesi, fascia tricolore al collo e gonfalone listato a lutto, pronti a consegnare ai rispettivi prefetti le chiavi dei paesi. È solo l’inizio di un fitto calendario di manifestazioni da qui al 29 agosto. Oggi tocca a Perugia, il 26 a Roma, piazza Montecitorio, alle 14, poi Pesaro, fino al 29 con quella che sarà la manifestazione nazionale a Milano.
A Torino, sfilano assessori e consiglieri di Provincia e Regione, c’è il deputato pd Giorgio Merlo, c’è Osvaldo Napoli, il parlamentare pdl che guida l’Anci, l’associazione dei comuni. A distanza, confuso tra la folla, c’è il garante per la Privacy Francesco Pizzetti, che osserva da studioso «la sintonia tra enti locali, uniti nella difesa del territorio».
Il fronte «cavouriano», intanto, incassa la solidarietà del governatore Roberto Cota, perché «i piccoli comuni sono patrimonio identitario». La prefettura torinese testimonia le ragioni dei sindaci in un telegramma al governo. Poi, da Milano, arriva lo stop. Nulla di fatto dopo l’incontro con il ministro Calderoli: la sua proposta arriverà all’Anci, giovedì, in tempo per il direttivo straordinario previsto per le 15. E c’è attesa anche per l’incontro tra il segretario del Pdl Angelino Alfano e gli enti locali.
Franca Biglio, però, non aspetta e organizza i pullman per le manifestazioni: «Fosse l’ultimo spreco di un’amministrazione condannata a morte, ne sarà valsa la pena».
Olga Piscitelli