Enzo Piergianni, Libero 23/8/2011, 23 agosto 2011
Il pastore tedesco non è più di moda nelle unità cinofile della polizia in Germania e i responsabili del settore hanno iniziato a sostituirlo con il pastore belga, il “Malinois”
Il pastore tedesco non è più di moda nelle unità cinofile della polizia in Germania e i responsabili del settore hanno iniziato a sostituirlo con il pastore belga, il “Malinois”. Il popolarissimo cane poliziotto che ha invaso le televisioni di tutto il mondo con la fortunatissima serie del Commissario Rex, si sarebbe dunque imbrocchito. E così l’unica star tedesca senza spese di doppiaggio è diventata inaspettatamente uno straniero in patria. Anche per lui, insomma, gli anni sembrano lasciare il segno. E il nuovo che avanza viene da oltreconfine. Insomma, nell’immaginario collettivo, l’ispettore belga Poirot ha soffiato il posto al tedeschissimo Rex. Le tradizionali qualità di intelligenza, coraggio e versatilità del teutonico poliziotto a quattro zampe non sarebbero ormai pienamente all’altezza dei compiti sempre più sensibili e complicati nel campo della pubblica sicurezza nazionale. CANE SENZA RIVALI Per oltre un secolo lo Schäferhund non ha avuto rivali, sia in patria sia all’estero. Il primo cucciolo nacque alla fine dell’Ottocento grazie a una geniale iniziativa del nobile prussiano Friedrich Emil Max von Stephanitz, veterinario e ufficiale di cavalleria. Il capitano cercava un vanto per la Germania del Kaiser e lo trovò selezionando la nuova razza nell’evolu - zione domestica del cane lupo. La sua idea di coniugare la forza del pastore del Baden-Württemberg con l’agilità e l’aggressività del suo “cugino” della Turingia, ebbe un immediato successo. Tanto che nel 1899, in Germania, venne inaugurato in Germania il primo club della nuova razza, la cui genitrice fu la cagna francofortese Marie von Grafath. In poco tempo il pastore tedesco conquistò il pianeta. L’Unione mondiale per la protezione della razza riunisce allevatori di 74 nazioni. Ed è molto apprezzato il contributo italiano. Prima di entrare in polizia negli ultimi decenni, il pastore tedesco è stato per generazioni un compagno fedele e affezionato del suo padrone. UN TEMPO AMICO FEDELE Tanto docile ed ubbidiente in famiglia, quanto vigile e combattivo con gli estranei. Non soltanto in tempo di pace. Durante l’ultima guerra mondiale, infatti, ben 200mila furono gli esemplari che vennero impiegati al fronte. Ma ci fu anche un imboscato eccellente: Blondi, l’inseparabile scorta di Adolf Hitler che seguì fino alla morte - nel bunker di Berlino - il suo padrone e morì con una pasticca di cianuro somministratagli personalmente dal Führer. Adesso si scopre che non è più il fenomeno di una volta e vogliono radiarlo. Lo ha rivelato ieri la Bild che non ha potuto fare a meno di sparare la notizia in prima pagina con un titolo spietato: «Troppo tonto ? La polizia abolisce il pastore tedesco». Tra i 350 cani in dotazione alla polizia del Nordreno-Vestfalia, gli Schäferhunde superstiti sono pochissimi e dal 2003 vengono allevate solamente altre razze. LA SVOLTA DELLA POLIZIA Anzitutto, i pastori belgi, largamente preferiti ai Rottweiler. Il Malinois (allevato anche in Italia) prende il nome dalla città di Malines, nella provincia di Anversa. E’ un cane per tutte le stagioni, non solo climaticamente. Di pelo corto, media taglia, soprattutto intelligente e di indomito coraggio. «Rispetto ai loro colleghi di pelo tedeschi» hanno sentenziato i veterinari chiamati a consulto dalla Bild, «i pastori belgi nella loro struttura genetica sono più robusti, più astuti, più resistenti, più efficaci». Il principale centro d’allevamento dei cani-poliziotto dal 1988 si trova nel castello di Holte-Stukenbrock, nei pressi di Bielefeld. «Con il passare degli anni abbiamo visto che i Malinois rendono meglio in servizio» ha spiegato il direttore della struttura Thorsten Behlau, «hanno un maggiore istinto per l’individuazione e la cattura della preda, la dote indispensabile per il loro lavoro».