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 2011  agosto 23 Martedì calendario

Immortalare gli spiriti? Ci proviamo da secoli - L’episodio da «notte al museo» dell’Ar­cheologico di Napoli richiama la famosa vi­cenda del professor Tomokichi Fukurai (1869-1952)

Immortalare gli spiriti? Ci proviamo da secoli - L’episodio da «notte al museo» dell’Ar­cheologico di Napoli richiama la famosa vi­cenda del professor Tomokichi Fukurai (1869-1952). Questo illustre psicologo, pro­fessore all’Università Imperiale di Tokyo, pubblicò nel 1913 un volume in cui annun­ciava di avere documentato scientificamen­te un fenomeno che chiamava nensha o «pensierografia». La lastra fotografica, più sensibile dell’occhio umano, «vede» secon­do Fukurai cose che sfuggono agli uomini. Fukurai si era interessato a lungo alla me­dium Chizuko Mifune (1886-1911) che pe­rò, scoperta a barare, nel 1911 si era avvele­nata. Ma di un’altra medium, Sadako Takahashi (1876-1946), Fukurai era sicuro. Alla sua presenza sulle lastre fotografiche ap­parivano le immagini del maestro buddhista medievale giappone­se Nichiren Daishonin (1222-1282) e di un follet­to tipico della mitologia popolare nipponica. Il fat­to che la Takahashi fosse la moglie di un rispettabile giudi­ce sembrava essere una garanzia. Ma anche lei fu accusata di trucchi, e finì per determinare la rovina di Fukurai. Nel 1919 il professore fu costretto a dimettersi dall’Uni­versità Imperiale. Ma non fu dimenticato. Non solo gli fu affidata una cattedra all’Uni­versità Koyasan, di proprietà della «setta» buddhista shingon , ma un istituto porta an­cora il suo nome e soprattutto la sua storia ha ispirato la trilogia di romanzi dell’orrore Ring dello scrittore Koji Suzuki e i tre omoni­mi film del regista Hideo Nakata, che hanno fan in tutto il mondo e dove appaiono pure le due medium Mifune e Takahashi. La storia della fotografia psichica non inizia né finisce con Fukurai. Il primo ad afferma­r­e di aver fotografato spiriti di defunti fu l’in­glese William Hope (1863-1933). In Ucrai­na il parapsicologo Julien Ochorowitz (1850-1918), dell’Università di Leopoli, si conquistò una tale reputazione fotografan­do spiriti da essere chiamato all’Istituto Ge­nerale di Psicologia di Parigi, di cui di­venne condirettore. Ma che cosa foto­gr­afa esattamente chi punta la mac­china fotografica - o, nel caso di Napoli, il cellulare - verso «gli spiriti»? Sul punto - per chi pensa che non si tratti, come molti inve­ce ritengono, di sempli­ci truffe - ci sono due ipotesi molto diverse. Secondo la pri­ma, in presenza di persone con ca­p­acità di medium o in luoghi partico­lari si manifestano gli spiriti dei defunti, invisibili agli occhi umani ma visibili agli ap­parecchi fotografici. Questa ipotesi ha una preistoria: in presenza della famosa ma con­troversia medium italiana Eusapia Palladi­no ( 1854-1918) immagini dei defunti appa­rivano su blocchi di creta, apparentemente senza alcun contatto fisico con la chiaroveg­gente, per chi ci crede un chiaro preannun­cio della successiva fotografia spiritica. Ma per altri queste immagini non vengono affatto dagli spiriti dei defunti. Semplice­mente, alcune persone avrebbero la capaci­tà di proiettare le loro immagini mentali nell’ambiente in modo tale da farle appari­re nelle fotografie. Questa è la tesi cui Fuku­r­ai cercò di conferire rispettabilità scientifi­ca, e che altri parapsicologi hanno pensato di documentare più recentemente con i fe­nomeni di Ted Serios ( 1918-2006), un ex fat­torino e ladro di auto di Chicago che affer­mava di riuscire a impressionare una pelli­cola Polaroid con la forza del suo pensiero. Un rispettato psichiatra di Denver, Jule Ei­senbud ( 1908-1999), si basò su Serios per so­stenere che le teorie di Fukurai erano ora provate, e anche stavolta la cultura popola­re s’impadronì del fenomeno attraverso un episodio della serie X-Files . Serios, però, per concentrarsi aveva bisogno - oltre che di essere quasi sempre ubriaco- di tenere in mano un piccolo apparecchio di sua inven­zione che chiamava «gizmo», e gli scettici hanno sempre pensato che di lì partissero i trucchi. Imbroglio, illusione, realtà? Anche il caso di Napoli dividerà scettici e creduloni. Nei ca­si di apparizioni mariane sono frequenti fo­tografie dove in cielo appaiono croci o Ma­donne. La Chiesa non le ha mai prese trop­po sul serio. Ma a Roma, nella chiesa neogo­­tica del Sacro Cuore del Suffragio, si conser­vano immagini e impronte lasciate da ani­me del Purgatorio venute a chiedere pre­ghiere. Si tratta sempre di dibattiti che non si chiudono rapidamente.