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 2011  agosto 23 Martedì calendario

Aiuto, c’è un fantasma al museo A Napoli arrivano i Ghostbusters - «Questi fantasmi» al Mu­seo archeologico nazionale di Na­poli

Aiuto, c’è un fantasma al museo A Napoli arrivano i Ghostbusters - «Questi fantasmi» al Mu­seo archeologico nazionale di Na­poli. Eduardo e la sua celebre Com­media non c’entrano con la «visio­ne » avuta dall’architetto Oreste Al­barano, inviato in missione a Napo­li dal Ministero per i Beni Culturali, per la ristrutturazione di un’ala dell’ Archeologico, uno dei siti più im­portanti e visitati nel mondo. L’«apparizione» non è stata, di­ciamo così, diretta, nel senso che l’architetto Albarano ha notato il fantasma dopo avere ingrandito una delle foto appena scattate con la digitale all’interno del cantiere dove stava facendo il punto della si­tuazione sullo stato di avanzamen­to dei lavori. «Ho sgranato gli occhi quando sul computer mi sono ac­corto di una figura che ad occhio nu­do mentre scattavo la foto non c’era» spiega il dirigente dei Ministe­ro dei Beni culturali. Al «suo» fanta­sma, Albarano ha dato un nome: l’ha chiamata Caterina. «Perche? non so: è il primo nome che mi è ve­nuto in mente. Sembra una bambi­na, con una borsa e la gonna a bal­ze ». Ha chiamato un’equipe di esperti del soprannaturale, tra i qua­li studiosi e docenti universitari, a settembre dovrebbero arrivare a Napoli e dare la caccia a caterina. Praticamente Ghostbusters . Napoletano ma rimasto a Napoli solo per pochi anni, Albarano si di­ce un sostenitore dei Borbone, ri­vendica la sua «napoletanità» e so­gna un rilancio dei beni culturali di tutto il sud, «perchè basterebbero quelli per far vivere bene tutto il po­polo del meridione». Ai fantasmi non credeva, «adesso un po’ ci cre­do, come vogliamo chiamarla quel­la figura, che sembra uscita dal pri­mo Novecento, con i capelli a bocco­l­i che scendono sulle spalle e la bor­sa stretta a se». Non è la prima volta comunque che succede. Cinque an­ni fa al cimitero dei Colerici, chiuso e abbandonato, un visitatore scattò una foto per poi ritrovarsi stampata anche lui la sagoma di una bambi­na vestita con abiti ottocenteschi. Albarano esibisce qualche prova sull’esistenza del «fantasma» o co­munque di un «monaciello» figura molto più popolare a Napoli, abitua­ta a prendersi gioco degli abitanti delle case che frequenta con piccoli dispetti. Prima della scoperta foto­grafica, l’architetto Albarano aveva sentito i suoi operai lamentarsi per alcuni fatti strani avvenuti nel can­tiere. Secchi pieni d’acqua sistema­ti in un luogo e mai più ritrovati. «O’ monaciello» potrebbe essere «incriminato» per un episodio ben più grave avvenuto al Museo ar­cheologico nazionale. La rottura (vera) di due pregiatissimi vasi ossi­diani in vetro di età pompeiana di valore inestimabile, poggiati su una mensola, situata all’interno di una vetrinetta. Lo scorso mese la mensola si è sganciata e i due vasi so­no andati in frantumi cadendo su un pavimento antico anch’esso ri­masto danneggiato. Il valore dei due vasi è di sei milioni di euro ca­dauno. La direttrice del Museo, Va­leria Sampaolo invece è seccata: «Sono notizie prive di qualsiasi fon­damento, pura fantasia» taglia cor­to.