Irene Greguoli Venini, ItaliaOggi 23/8/2011, 23 agosto 2011
RETAIL, ORMAI C’È VERDE DA VENDERE
Dagli arredi fatti con materiali riciclati ai distributori di detersivi e alimenti sfusi, dalla vendita di soluzioni per adottare uno stile di vita ecosostenibile all’illuminazione basata sulla luce naturale, sono diversi i negozi che stanno mostrando un’anima verde, cogliendo l’opportunità offerta dalla sensibilità dei consumatori alle tematiche ambientali.
In questa direzione va Kbane, in Francia, concept brico del gruppo Adeo, dedicato a prodotti e servizi per una casa ecocompatibile; ma anche Office Depot che ha optato per l’utilizzo di materiali a bassa emissione di carbonio e pannelli solari, offrendo un vasto assortimento green per l’ufficio. In Italia, a cavalcare quest’onda, c’è per esempio Revolution spa, i cui arredi ecologici sono presenti in diversi supermercati.
È ancora da vedere se coniugare le esigenze dell’industria con la tutela dell’ambiente sia un’utopia, ma è certo che stili di consumo più ecosostenibili si stanno sempre più diffondendo e che le aziende li stiano sempre più comunicando, tanto che si parla di eco-marketing. Una tendenza cui i retailer cominciano a rispondere sperimentando nuovi concept «verdi» di negozi. Tra questi c’è Adeo, il gruppo che opera nel bricolage con diverse insegne (tra cui Leroy Merlin) e che ha lanciato Kbane, in Francia, un’insegna che propone servizi e articoli per rendere la casa più rispettosa dell’ambiente.
Dalle vernici naturali fatte d’argilla ai pavimenti ricavati da alberi di foreste sostenibili, l’assortimento è focalizzato su prodotti ecologici e include soluzioni che coinvolgono la qualità dell’aria e dell’acqua, materiali non nocivi, il risparmio energetico e il giardinaggio biologico. Oltre a ciò il negozio suggerisce, attraverso sistemi di diagnostica, le soluzioni ottimali per le performance energetiche delle abitazioni dei propri clienti e ha creato anche un sistema di etichettatura con una classificazione in base all’impatto dei prodotti sulla salute, l’ambiente, il risparmio, il riciclo e sulla base del numero di chilometri percorsi per la spedizione.
Un approccio simile è quello adottato da Office Depot, catena specializzata in prodotti per ufficio, nel suo store ad Austin, in Texas che è caratterizzato, tra le altre cose, da un sistema di illuminazione basato sulla luce naturale grazie a 50 lucernari e da pavimenti realizzati con materiale riciclato. Altre particolarità del negozio sono i carrelli comprati di seconda mano, un vasto assortimento di prodotti verdi e un centro di raccolta differenziata nel punto vendita.
Del boom ecologico ha fatto il proprio business, in Italia, Revolution spa (prima chiamata Gruppo Sistemi 2000). «È una tendenza che sta prendendo piede nella grande distribuzione organizzata», dice Sergio Lupi, presidente dell’azienda che sta adattando la propria filiera all’impiego di materie da riciclo come uniche componenti di partenza per la realizzazione di prodotti che, a loro volta, saranno riciclabili una volta dismessi.
Il tutto con l’obiettivo di «fare bene all’ambiente senza essere vincolati agli aumenti selvaggi delle materie prime».
Tra i materiali che l’azienda propone ci sono il polietilene ricavato riciclando tappi di bottiglie, con cui vengono fatti cestelli e trolley per la spesa, oppure il rePet, ottenuto da scaglie di Pet riciclato proveniente dal recupero di bottiglie di plastica, usato per la realizzazione di separatori merceologici da scaffale, divisori per il banco frigo, piatti e vaschette per la gastronomia e accessori per il food merchandising. O ancora l’Ecomat, pannelli con prestazioni simili a quelle del legno, ricavati dalla sansa esausta e da cellulosa inerte da riciclo aggregate con resine provenienti dal ciclo del Pvc e del Pet, «con cui stiamo lavorando anche su altri filoni, come il mondo della moda e del lusso». Oltre a ciò, conclude Lupi, «stiamo portando avanti con gruppi importanti della grande distribuzione progetti per riciclare materiale all’interno dei negozi, e per fare la spesa con meno packaging grazie ai dispenser per la vendita di prodotti sfusi».