Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  agosto 23 Martedì calendario

TWITTER CINESE, SUCCESSO DA BOOM

Weibo, il Twitter cinese (nell’ex Celeste impero il famoso microblog è vietato), ha superato a metà agosto i 200 milioni di utenti: che significa un internauta su due in un paese che ne conta 485 milioni.
Un successo che ha permesso alla Cina (dove, oltre a Twitter, sono al bando anche Facebook e YouTube) di non restare ai margini degli ultimi sviluppi tecnologici ed economici del web.
E, sebbene la censura sia più che mai allerta, le specificità tecniche di Weibo, che offre tra l’altro la possibilità di inserire nei messaggi anche foto e video, hanno ampiamente contribuito ad allargare lo spazio del dibattito pubblico in Cina.
Il valore delle azioni di Sina, il gruppo che gestisce Weibo e che è quotato al Nasdaq, è raddoppiato in un anno. Secondo gli analisti, Weibo rappresenterebbe la metà della sua capitalizzazione attuale (circa 6,1 miliardi di dollari). Anche se Sina ha dovuto procedere a investimenti molto pesanti in pubblicità e risorse umane per assicurarne lo sviluppo.
Tra gli iscritti ci sono star della tv e del cinema, come l’attrice Yao Chen, personalità della società civile e opinion maker.
Weibo offre il vantaggio di offrire più spazio rispetto all’omologo americano: 280 caratteri, contro i 140 di Twitter. Quest’ultimo comunque è accessibile anche in Cina grazie al Vpn (Virtuale private network): i contestatori banditi da Weibo vi si possono rifugiare senza grossi problemi.