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 2011  agosto 21 Domenica calendario

DOMANDE

& RISPOSTE -


Che cosa sono gli eurobond?

Gli eurobond sono emissioni comuni di titoli di Stato dell’area euro. Una parte di emissioni di un Paese dell’Eurozona, pari per esempio al 50% del totale, viene affidata a un’Agenzia europea per il debito. Il restante 50% resta su base nazionale. Gli stati dunque continuano in parte a finanziarsi da soli sui mercati e a pagare i tassi in base al loro rischio. L’Agenzia invece emette eurobond garantiti dai 17 Paesi dell’Eurozona.



Perché gli eurobond potrebbero risolvere la crisi dei debiti sovrani dei Paesi periferici?

Perché il tasso di interesse degli eurobond sarebbe sì più alto dei bund tedeschi ma più basso ad esempio di quelli italiani e spagnoli e a maggior ragione di quelli di Irlanda, Portogallo e Grecia. Alla Germania dunque costerà un po’ di più, a Italia e Spagna un po’ di meno. Il nuovo mercato europeo sarebbe inoltre molto liquido, godrebbe presumibilmente del massimo giudizio delle agenzie di rating (la tripla A) e sarebbe secondo soltanto a quello dei Tresury americani.



Chi è contrario all’adozione di questi bond?

I contrari sono i Paesi a tripla A dell’Eurozona, cioè la Germania, la Francia, l’Austria, l’Olanda, la Finlandia (anche il Lussemburgo ha la tripla A ma il suo premier Jean-Claude Juncker, che è anche presidente dell’Eurogruppo, è favorevole agli eurobond). Questi Paesi temono di essere degradati dalle agenzie di rating e di dover aumentare il costo del servizio del debito se prima non vengono adottate politiche fiscali uniformi. Favorevoli sono Italia, Grecia, Portogallo

e Spagna.



Perchè la Germania si oppone all’introduzione degli eurobond?

La Germania ritiene che l’introduzione delle euro-obbligazioni potrebbe provocare effetti destabilizzanti. L’eurozona rischierebbe, secondo il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, di diventare «una comunità ad alto tasso d’inflazione» se i suoi membri decidessero di emettere eurobond senza aver prima armonizzato le politiche di bilancio. I Paesi vedrebbero ridotto l’incentivo a

ridurre i deficit.