varie, 22 agosto 2011
fare ERA TORNATA IL 10 AGOSTO PER STARE COI SUOI TRE FIGLI. MA SABATO SERA, IN CIRCOSTANZE TUTTE DA CHIARIRE, HA INGERITO ACIDO MURIATICO TROVANDO LA MORTE Rosarno, si uccide a 31 anni la testimone di giustizia che "inchiodò" i Bellocco Rosarno (Reggio Calabria)
fare ERA TORNATA IL 10 AGOSTO PER STARE COI SUOI TRE FIGLI. MA SABATO SERA, IN CIRCOSTANZE TUTTE DA CHIARIRE, HA INGERITO ACIDO MURIATICO TROVANDO LA MORTE Rosarno, si uccide a 31 anni la testimone di giustizia che "inchiodò" i Bellocco Rosarno (Reggio Calabria). Nuovo dramma nel pianeta Giustizia. Non è passato neanche un mese dall’ennesimo tristissimo anniversario di quel maledetto 26 luglio di 19 anni fa, quando una giovane testimone di giustizia, la palermitana Rita Adria, si tolse la vita dopo avere schiantato i capibastone di Partanna con le dichiarazioni rilasciate a magistrati coraggiosi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. E adesso, il quotidiano Gazzetta del Sud fa sapere della tragica fine, avvenuta 2 sere fa, di un’altra giovanissima che con le sue dichiarazioni aveva contribuito a inchiodare, in questo caso, il potentissimo clan rosarnese dei Bellocco… Aveva solo 31 anni, Maria Concetta Cacciola. Suo padre Michele era il cognato del superboss Gregorio Bellocco, il capo dell’omonimo clan, uno dei più potenti di tutta la ‘ndrangheta calabrese. Il marito, Salvatore Figliuzzi, è in atto dietro le sbarre: sconterà una condanna a 8 anni di reclusione proprio per associazione a delinquere di stampo mafioso. Ma lei, un’anima pulita e tre figli da accudire, per due volte non ha retto al marcio che le stava attorno. La prima, quando ha deciso di rivelare tutto ai pm della Dda reggina Giovanni Musarò e Alessandra Cerreti, fornendo elementi utili per inchiodare i graduati della cosca a lei, pure, così vicini. E l’ha fatto, si badi, non da “pentita” cioè in cambio di uno sconto di pena, ma da libera cittadina, non indagata per questo tipo di reati: “testimone di giustizia”, come si dice tecnicamente. Immediate le misure di protezione, tra cui la sua “nuova vita” in una località supersegreta. E poi… Poi c’è stata la seconda volta. Quando, il 10 agosto scorso, Maria Concetta non ce l’ha fatta più a stare lontana dalle sue creature, in attesa che si perfezionasse l’iter burocratico per poterle tenere con sé, nella località in cui viveva adesso. E allora, una dozzina di giorni fa la Cacciola è tornata in “quella” Rosarno da cui aveva preso così recisamente le distanze. A riabbracciare i figli, temporaneamente in casa dei nonni. Ecco che il racconto si sposta alla sera di sabato scorso. Quando la giovane testimone è entrata nel bagno dell’abitazione rosarnese dei suoi genitori. Dove ha ingerito una discreta quantità d’acido muriatico. Inutili i soccorsi: Maria Concetta è morta in ospedale. Pensare che neanche 10 giorni fa era stata presentata una proposta di legge regionale per aiutare ancor di più i testimoni in una posizione cruciale epperò delicata come la sua… Ma lei non arriverà a vedere quel progetto diventare una normativa regionale. E’ morta così. Lasciandoci un’enorme amarezza e anche, va assolutamente detto!, un quantitativo enorme di punti interrogativi su come siano trascorse davvero le ultime ore della sua vita. Mario Meliadò Lunedì 22 agosto 2011