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 2011  agosto 22 Lunedì calendario

Povere orecchie, arriva il karaoke da tasca - Ora, se fossi in voi non la pren­derei sottogamba. Si tratta, è vero, di una notizia minuscola, tre ri­ghe soltanto nelle agenzie, ma gli effetti sul sistema nervoso umano sono a tutt’oggi incalcolabili

Povere orecchie, arriva il karaoke da tasca - Ora, se fossi in voi non la pren­derei sottogamba. Si tratta, è vero, di una notizia minuscola, tre ri­ghe soltanto nelle agenzie, ma gli effetti sul sistema nervoso umano sono a tutt’oggi incalcolabili. Di­pende da quanto seguito avrà la cosa. Da uno a dieci: nove che ne avrà. Incrociamo le dita? Incrocia­mole pure. Dunque ecco il fattaccio. La Ap­ple ha presentato la richiesta per un brevetto. Niente male. Ne pre­senta pressoché una ogni giorno. Verosimilmente si può ritenere che abbia registrato pure l’iPad da tenere sotto le palpebre, lo scher­mo flessibile da legarsi al braccio, le casse acustiche da innestarsi nel cranio. Per non dire delle App. C’è quella per ricono­s­cere le costellazioni pun­tando al cielo l’iPhone e quella (esiste,l’abbia­mo provata, ma se siete umanisti vec­chio stampo e lettori di Tho­ma­s Mann è me­glio che non andia­te a controllare di per­sona) per sapere chi, nella no­stra città, nello nostro stesso mo­mento, è seduto sul water (d’ac­cordo: si chiama iPoo e il sottotito­lo è «What you do-do when you poo-poo», e con questo abbiamo detto tutto). Bene. Fin qui i nervi delle perso­ne intorno a noi (e pure i nostri, perché prima o poi tutti siamo vici­ni di qualcuno) possono risultare infastiditi ma sostanzialmente sal­vi. Tuttavia, si diceva, la Apple ha chiesto un brevetto, l’ha fatto nel 2009, a suo tempo era già circolata voce sul web, poi si è dedicata a perfezionarlo. E ieri il Telegraph annunciava: siamo agli sgoccioli. Presto vedremo questa novità su tutti gli iPod e gli iPhone. Il Telegraph non ha avuto il co­raggio di dirla tutta. Avrebbe dovu­to scrivere: presto la sentiremo . La fatale notizia, infatti, è questa: iPod e iPhone diventeranno sta­zioni ambulanti di karaoke. Chiunque abbia preso la metro­politana - non necessariamente a Hong Kong, basta Milano- sa cosa l’attende:se oggi dalle cuffie dei vi­cini deborda Lady Gaga o, nel mi­gliore dei casi, un nostalgico fado , domani l’adolescente accanto a noi si eserciterà a vocalizzare Tina Turner, e così anche noi dovrem­mo mettere le cuffie, quelle che di solito si usano al poligono di tiro o quando si scava nel cemento con un martello pneumatico. La crisi economica, infatti, non ha am­morbidito la sindrome Italia’s Got Talent e X Factor : migliaia di voci dalle belle speranze gorgheg­giano ancora e ciascuno sente, o crede di sentire, una Susan Boyle dentro di sé. Basta farla uscire: e la metropolitana, il taxi, il bar, il tre­no, per non dire la spiaggia o l’al­bergo, possono diventare palco­scenico adatto per le prove. Apple ha compreso bene le esi­genze dei nuovi Sinatra e delle nuove Madonna. Il software per­metterà di scegliere la canzone da interpretare e proporrà a video le parole del testo, come i karaoke tradizionali, ma con un’innova­zione: l’iPhone analizzerà la voce, comparandola con il modo corret­to di interpretare il brano, e darà indicazioni per correggere la per­formance, soprattutto riguardo al tono e al ritmo. Se si canterà a un buon livello, il sistema ci premie­rà trasformando la nostra esecu­zione in una canzone che potre­mo­far ascoltare con effetti da con­cert hall agli amici ( agli amici, non all’intero vagone del treno).Se in­vece si canta male, l’iPhone esage­rerà i nostri difetti, per farci capire dove sbagliamo. Chi vuole - ma qualcosa ci dice che sarà uno spa­ruto gruppetto di persone- può fa­re tutto con le cuffie e non con gli speakers del cellulare. C’è anche una modalità per «alleviare» le sto­nature eccessive. Le interpretazio­ni meglio riuscite potranno esse­re salvate e manipolate. In attesa del rilascio di questa applicazione, Apple ha messo in vendita, nella sezione «karaoke» di iTunes, tracce musicali sui cui esercitarsi: MCHammer, Blon­die, Beach Boys e Tina Turner. Ugole ad alto voltaggio, gente che coi decibel ci va giù pesante. Che Dio ce la mandi buona.