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 2011  agosto 22 Lunedì calendario

La partita della previdenza: in pensione a «quota 97» ma più soldi agli enti locali - Proprio nel giorno dei no di Umberto Bossi, il toto-modifiche alla manovra torna a puntare sulle pensioni

La partita della previdenza: in pensione a «quota 97» ma più soldi agli enti locali - Proprio nel giorno dei no di Umberto Bossi, il toto-modifiche alla manovra torna a puntare sulle pensioni. Bocche cucite nei mini­steri e telefoni spenti, ma i pochi che rispondono ammettono che siamo nella fase clou per la previ­denza. Ne ha parlato esplicitamente il segretario del Pdl Angelino Alfano ieri in un’intervista,nella quale ha confermato l’idea di alleggerire i tagli ai comuni coprendo le mag­giori spese con un intervento sulla previdenza: «Faremo un ultimo tentativo per dire alla Lega che è r­a­gionevole che vivendo più a lungo si vada in pensione più tardi e ciò senza mai toccare i diritti acquisiti di chi la pensione ce l`ha già». I due capitoli sui quali si può combi­nare lo «scambio», sono sempre le pensioni di anzianità, alzando i re­quisiti per il ritiro anticipato, e l’ac­celerazione sulla vecchiaia delle dipendenti private. La partita è tutta politica e c’è an­cora il veto del leader leghista. Ma qualcosa si potrebbe muovere al­zano la posta sull’altro piatto della bilancia. Ad esempio ponendo l’accento sul fatto che le risorse li­berate dall’accelerazione della ri­forma previdenziale andrebbero al welfare degli enti locali: pochi anni di lavoro in più in cambio di servizi per i non autosufficienti per gli anziani e asili. Ma l’altro carico da mettere sul piatto della bilancia per convince­re la Lega a concedere qualcosa sulle pensioni, passa anche per ri­pensamenti sul fronte dei tagli ai piccoli comuni. La cancellazione di quelli sotto i mille abitanti colpi­sce soprattutto il Nord. E di rispar­mi non ne porta molti. È di ieri la sti­ma dell’Anpci (Associazione pic­coli comuni) su quanto portereb­bero gli accorpamenti: 6 milioni di euro di risparmi, «pari al costo di 13 deputati», il 5 per cento- aggiun­ge - «di quanto lo Stato eroga ogni anno in vitalizi per deputati e sena­tori ». L’idea di alleggerire la «casta» e stringere sui pensionandi fa lette­ra­lmente infuriare il segretario del­la Cisl Raffaele Bonanni: «Mi sem­bra si stiano riconciliando sul no ai tagli alla politica. Non si punta su­gli evasori, non si modifica nulla nelle articolazioni dello Stato e si va a pescare dalle solite pensioni. Proprio vero che cane non mangia cane». Parole durissime pronunciate da un sindacato che non si è mai sottratto dal dialogo con il gover­no di centrodestra. E dalle quali traspare soprattutto l’irritazione per la prospettiva di un ammorbi­dimento dei tagli alla politica, sia pure locale. Se, come è stato ipotiz­zato in questi giorni, rispuntasse­ro fuori altri tagli, magari con una ulteriore stretta sulle province o sulla politica romana, qualcosa potrebbe cambiare. La trattativa sulla previdenza è comunque tut­ta in mano alla politica. E, ancora una volta, ai contatti tra il premier Silvio Berlusconi Umberto Bossi. Il possibile compromesso mini­mo resta quello di quota 97, con 61 anni di età minima, a partire dal 2012. Misura che porterebbe po­che risorse. E che non basterebbe alla parte (consistente) del Pdl che invece vorrebbe interventi che portino anche più equità. La ricet­ta di massima consiste nel portare l’età della pensione di vecchiaia delle dipendenti private a 65 anni entro il 2022, al ritmo di un sei mesi all’anno.E poi,sull’anzianità,arri­vare a quota 100 nel giro di poco tempo, entro il 2015. In sostanza si eliminerebbe quello che resta dei pensionandi dell’anzianità. Nel complesso, da entrambe le misure, non sarebbero coinvolti molti lavoratori. La misura sulle donne riguarderebbe circa 50mi­la pensionande. Se si cancellasse con un tratto di penna l’anzianità, si ritarderebbe il ritiro di circa 250 mila lavoratori, ha ricordato ieri Giuliano Cazzola, Pdl, vicepresi­dente della commissione Lavoro della Camera e uno dei massimi esperti di previdenza italiani. «As­surdo non chiedergli il sacrificio per salvaguardare importanti ser­vizi erogati dai Comuni virtuosi». La trattativa sulla previdenza an­drà avanti per tutto l’iter, che entre­rà nel vivo domani alla Commis­sione Bilancio di Palazzo Mada­ma. Il relatore, il senatore Pdl Anto­nio Azzollini, ha già annunciato che ci saranno modifiche sul con­tributo di solidarietà: «Lavorere­mo per i­ntrodurre una modulazio­ne in rapporto alla numerosità del­la famiglia».