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 2011  agosto 22 Lunedì calendario

Sorpresa: la serie A è in attivo - La notiziona, nel calciomercato arrivato a 9 giorni dallo stop, è scoprire che la bilancia commerciale della serie A nei confronti dell’estero ha il segno «più»

Sorpresa: la serie A è in attivo - La notiziona, nel calciomercato arrivato a 9 giorni dallo stop, è scoprire che la bilancia commerciale della serie A nei confronti dell’estero ha il segno «più». Aspettando gli ultimi botti, e senza contare rateizzazioni di pagamento e bonus vari, l’attivo dell’import-export di casa nostra supera i 23 milioni di euro. Un po’ meno di quelli che l’Inter incassa dall’Anzhi in cambio di Eto’o, ultima uscita pesante di una serie quest’anno lunga ma anche molto ben remunerata. Dai 43 milioni intascati dal Palermo per Pastore (cifra superata soltanto dai 45 pagati dal Manchester City per Agüero) al milione e mezzo fruttati dai prestiti di Felipe Melo (dalla Juve al Galatasaray) e Mariga (dall’Inter alla Real Sociedad) sono già state 18 le partenze con valutazione almeno a sette cifre. Ben 33, invece, gli arrivi con esborsi superiori al milione. Risultato: dall’estero, quest’anno, la serie A ha ricavato soldi e giocatori. Un bel passo in avanti, nell’era del fair-play finanziario. Ora, però, c’è da capire se il saldo sarà positivo anche alla prova del campo, quella che più interessa il tifoso. Il rischio, concreto, è di un ulteriore impoverimento del fu «campionato più bello del mondo». Hanno salutato due che fanno la differenza come Eto’o e Sanchez, un progetto di campione come Pastore, gli azzurri Criscito e Sirigu. Il resto, Zapata e Muslera a parte, è francamente trascurabile. Il problema è che, nell’esercito di nuovi stranieri, di «top player» non v’è traccia. Come d’altra parte è facile arguire dall’ingaggio più costoso concretizzatosi finora, quei 15,06 milioni spesi dalla Roma per il 19enne Lamela che hanno risolto qualcuno dei tanti guai del River Plate. Oltre a quella fatta sul talentino argentino, l’elenco comprende altre scommesse intriganti ma non certo economiche (Bojan e Alvarez), l’investimento juventino sul tuttocampista Vidal e poi tante puntate dai 5 milioni in giù. Quelle che negli ultimi anni hanno reso di più ai nostri club. Udinese, Palermo, Genoa e Lazio, in particolare. Con Pozzo, Zamparini, Preziosi e Lotito sempre più bravi a comprare a poco per poi vendere con plusvalenze cospicue. È così che la bilancia della serie A ha cominciato a raddrizzarsi. Il punto più basso, nell’era-euro, era stato toccato nell’estate 2008: 85 milioni di «rosso» nel saldo con l’estero. E nel 2009 soltanto gli affaroni fatti da Inter e Milan con le cessioni alle grandi di Spagna di Ibrahimovic e Kakà avevano fruttato un lievissimo attivo su movimenti per un totale superiore ai 200 milioni di euro. La scorsa estate, invece, era rispuntato un passivo finale di 36 milioni. Nonostante i 15,5 presi dalla Juve per la svendita del deludente Diego e soprattutto i due assegni staccati dal City degli sceicchi all’Inter per Balotelli (29,5 milioni) e alla Lazio per Kolarov (22,7). Sono stati proprio i nuovi ricchi ad aver riempito quest’estate le casse dei nostri club. Su tutti il Psg deciso a decollare. Il portafogli extralarge è dell’emiro qatariano, il manager che lo maneggia è Leonardo, amico nostro. Dopo aver detto addio a Milan e Inter, Leo ha già speso in Italia 61,5 milioni, il 38% del totale incassato dall’estero dai nostri club. Ne ha dati 46,5 al Palermo per Pastore e Sirigu, 8 alla Roma per Menez e 7 alla Juve per Sissoko. Poi, ci sono da conteggiare i 36 in arrivo dai russi: i 25 dell’Anzhi per Eto’o, gli 11 dello Zenit per Criscito. Ora, però, di merce in vetrina non ne resta tanta. De Laurentiis molla Lavezzi solo per 31 milioni: troppi. Per Montolivo, in scadenza di contratto nel 2012, sarà difficile trovare qualcuno disposto a pagare i 10 milioni chiesti dalla Fiorentina. Balla Borriello, nella Roma. Ma, «bruciato» per l’Europa almeno fino a febbraio, piazzarlo bene è un problema. Piuttosto, negli ultimi giorni di mercato, a salire sarà senz’altro il totale dell’import. C’è l’Inter che non può non sostituire Eto’o. Forlan costa spiccioli o poco più, per Tevez Moratti dovrebbe spendere molto più di quanto messo in tasca per l’africano. C’è la Juve che ha già fatto molto ma non ha ancora preso il «top player» promesso da Marotta a inizio trattative. C’è la Roma ispanoamericana già in subbuglio, pronta a far rientrare in Italia Osvaldo dall’Espanyol. E c’è soprattutto il Milan, ormai abituato ai colpi ad effetto battuti sul gong. Giusto un anno fa furono Ibra e Robinho. Spesone che questa volta farebbero sfumare in extremis l’attivo della serie A.