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 2011  agosto 22 Lunedì calendario

LA NOVITÀ DELL’ESTATE? TACERE E ASCOLTARE

L’ estate volge al termine, e ora comincia il tempo di raccontarla, che possiamo riassumere in uno slogan: «Ditelo con la narrazione». Una volta, trent’anni fa o più, a fine estate c’era l’immancabile rito delle diapositive: un gruppo di adulti radunato in casa di amici, dopo cena, intento ad assorbirsi la serie senza fine di diapo e l’instancabile racconto delle meraviglie da parte del padrone di casa. Poi il tutto si è evoluto verso forme differenti di descrizione delle proprie estati, e in seguito verso forme opzionabili.

L’intervento della posta elettronica ha modificato i riti, ma non del tutto i miti delle vacanze. L’istanza di condividere le immagini, e in parte i racconti, si è trasformata, sino ad approdare poco tempo fa sui social network. Oggi c’è un passo in più verso lo storytelling allargato: l’arte di raccontare la propria estate, un Moleskine virtuale, in cui dare forma alle proprie storie della stagione più calda dell’anno. Ho ricevuto a luglio un messaggio email inviato da un sito che registra e vende domini nel web. L’intestazione è confidenziale: «Gentile Marco, vuoi raccontare ai tuoi amici i ricordi della tua estate?». Continua segnalando che l’offerente è in grado di pubblicare le foto scattate («foto esilaranti») sotto il sole senza far perdere loro la risoluzione. E con due applicazioni si ottiene un dominio web dove realizzare il proprio blog per raccontare le esperienze nel corso delle vacanze, da aggiornare velocemente; un’altra application, poi, gestisce gli scatti della macchina digitale: creare album e cartelle, gallerie di immagini, inserire commenti e descrizioni. L’invito finale suona: «Non perdere questa occasione, lasciati ispirare dall’Estate!». Ha ragione Christian Salmon nel suo ormai classico, «Storytelling. La fabbrica delle storie» (Fazi): non c’è settore merceologico, e anche della vita privata, che non sia oggi toccato dall’arte di raccontare. Certo, gli uomini l’hanno sempre fatto, ma negli anni Novanta del Novecento l’industria dei media e il capitalismo globalizzato hanno trasformato tutto, politica compresa, in una grande «fabbrica di storie». Forse, ripensandoci in questi ultimi giorni di pausa estiva, siamo ancora in tempo a rovesciare l’invito di Register.it, sostituendo all’arte del racconto un’arte dell’ascolto, come suggeriva Primo Levi a Faussone in «La chiave a stella». Al contrario dello storytelling in quest’arte non ci sono norme certo o già stabilite da seguire, né blog pronti all’uso da acquistare. Che sia questa la novità dell’Estate 2011? Tacere e ascoltare.