MATTIA B. BAGNOLI, La Stampa 21/8/2011, 21 agosto 2011
Londra, tutto esaurito in carcere - Le carceri d’Inghilterra e Galles hanno quasi raggiunto il tutto esaurito
Londra, tutto esaurito in carcere - Le carceri d’Inghilterra e Galles hanno quasi raggiunto il tutto esaurito. A gonfiarle oltre modo sono le centinaia di violenti arrestati durante i tumulti delle settimane scorse e condannati dai tribunali distrettuali. Una situazione che ha suscitato preoccupazione ai vertici del sistema penitenziario. Molti dei nuovi arrivati, infatti, erano incensurati e non sanno come vanno le cose in prigione: la loro incolumità, specie se fanno i parte della «gang» sbagliata, potrebbe essere a rischio. Ecco perché ai direttori delle carceri è stata inviata una circolare in cui si raccomanda di «tenere d’occhio l’umore e l’atmosfera» di ogni galera. «Nel corso degli ultimi giorni - si legge nella mail spedita dal vicedirettore del sistema penitenziario Andrew Cross ai capi delle carceri e “intercettata” dal Guardian abbiamo ricevuto informazioni riguardo a possibili conseguenze legate all’arrivo dei responsabili delle violenze. Se, da una parte, il processo d’inserimento prevede che i detenuti siano messi al corrente dei rischi che corrono nel rivelare il loro indirizzo di residenza, la loro eventuale gang di appartenenza, la squadra di calcio sostenuta o la loro fede, sarà il caso di assicurarsi che lo staff dia dei ragguagli verbali quando ha a che fare con chi in prigione non c’è mai stato». Il pericolo c’è ed è serio. Tre giovani «matricole» sono state malmenate al riformatorio di Cookham Wood, nel Kent, e due di loro sono finite all’ospedale, benché i funzionari dell’istituto si siano detti sicuri che l’incidente non può essere «collegato ai tumulti». Sia come sia, è meglio prevenire che incerottare. Il problema, però, è che solo 1439 posti sono rimasti liberi nelle prigioni del Regno Unito: con la popolazione carceraria finita per la prima volta oltre quota 86 mila è dura tenere a bada gli animi. E le contaminazioni. Secondo Geoff Dobson, vicedirettore del Prison Reform Trust, a causa di questo picco certe prigioni si stanno trasformando in «magazzini umani». «A rinchiudere persone che sono state condannate per la prima volta in condizioni di sovraffollamento, senza poter offrire programmi d’inserimento al lavoro o corsi d’insegnamento, si va incontro alla probabilità di avviarle per direttissima alla carriera criminale». Come dire: siamo sicuri che la tolleranza zero invocata da David Cameron non faccia, in certi casi, più male che bene? Le corti d’appello paiono averlo capito. E hanno iniziato a ridurre le pesantissime sentenze elargite in primo grado. Come i cinque mesi inflitti a Ursula Nevin, 24 enne di Stretford madre di due figli, la cui colpa è stata quella di aver accettato in regalo dalla sua coinquilina un paio di short saccheggiati la notte prima. Il giudice della Manchester Crown Court ha trovato la condanna «sbagliata in principio» visto che la donna non aveva preso parte ai tumulti e ha convertito la pena in 75 ore di lavori sociali non retribuiti.