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 2011  agosto 21 Domenica calendario

QUANDO SI SPOSA UNA STELLA

Ciak ci si sposa. E per sposarsi va di moda l´Italia. Specie fra le star del cinema. È qui che corrono divi e celebrity a coronare il loro sogno d´amore. Il 27 agosto toccherà a Sofia Coppola, la regista Leone d´oro con Somewhere e già premio Oscar con Lost in Translation. Un ritorno alle radici: per sposare Thomas Mars, il cantante dei Phoenix, ha scelto Barnalda, in Basilicata, il paesino da cui emigrò il bisnonno in cerca di fortuna. Rito nuziale all´aperto, all´americana, nei giardini di Palazzo Margherita, dove Sofia ha girato alcune scene di Somewhere e che suo padre Francis Ford Coppola ha comprato per riconvertirlo in hotel a cinque stelle. A seguire lussuoso ricevimento; fra gli invitati Al Pacino, George Lucas, Steven Spielberg, Nicolas Cage, Sylvester Stallone.
Stelle di Hollywood & matrimoni - come in Wedding and Movie Stars, appena pubblicato nel Regno Unito dalla Nourmand and Marsh, (288 pagine, 49,5 sterline) - spesso sontuosi, ben più di rado sottotono, sempre e comunque carichi di glamour. In villa, in salotto, nel parco, a bordo piscina, qualche volta in chiesa, meglio ancora in un castello. È in uno dei manieri storici più maestosi d´Italia, quello di Bracciano, che il 18 novembre del 2006 Tom Cruise ha giurato amore eterno con rito di Scientology a Katie Holmes, attrice di non eccelsa celebrità che da ragazzina teneva appeso in camera il poster di Top Gun e giurava alle amiche: «Un giorno lo sposerò». Il sogno si realizza sotto forma di kolossal nel quattrocentesco castello Orsini Odescalchi, lo stesso dove festeggiarono le loro nozze Martin Scorsese e Isabella Rossellini, ma non con la medesima pompa. Per Tom e Katie, vestiti da Armani come i due figli adottivi di lui, sbandieratori in calzamaglia, valletti, clangore di trombe e rulli di tamburi, oltre a un diluvio di fuochi d´artificio. Sfilano sul red carpet e sul ponte levatoio Richard Gere, Brooke Shields, Jennifer Lopez, Will Smith, Victoria Beckham, Jim Carrey: non più Hollywood sul Tevere, piuttosto Hollywood sul lago per queste nozze megalomani, le terze per Tom Cruise, che non ha badato a spese bruciando in una serata due milioni e mezzo di euro.
Torta nuziale arrivata in aereo dagli Usa, collegata a un congegno che fa esplodere dall´alto una pioggia di petali di rosa e di coriandoli. Pazienza se Andrea Bocelli si è rifiutato di cantare in chiesa in antipatia ai precetti di Scientology; in compenso si esibisce con brani laici durante il banchetto. Si fa l´alba; di fronte a un cappuccino Tom ringrazia il regista della festa Jean Paul Troili e lo abbraccia dicendogli: «È stato il film più bello della mia vita. E con un unico ciak».
Ma l´archetipo dei matrimoni hollywoodiani su suolo italico è certamente quello di Tyrone Power e dell´attrice messicana Linda Christian. «L´evento più grandioso avvenuto a Roma dai tempi dei Cesari», decretò Time. È il 28 gennaio 1949: la vera data che dà inizio alla Dolce Vita. «Roma, con la guerra appena finita, cercava favole: ebbene, Linda e Tyrone erano una favola americana, profumata di celebrità e di soldi», ricorda Micol Fontana. Il rito fu celebrato nella basilica di Santa Francesca Romana adornata con cinquemila garofani bianchi qualità "Esther" e trasformata per l´occasione in un set cinematografico, così scrissero i cronisti dell´epoca, etichettando lo sponsale come le seconde nozze del secolo: le prime essendo quelle dell´allora principessa Elisabetta d´Inghilterra. Carabinieri a cavallo tenevano a bada l´enorme quantità di gente davanti alla chiesa ma anche lungo il percorso del corteo nuziale, su via dei Fori Imperiali e poi verso San Pietro, dove Pio XII ricevette in udienza la coppia, nonostante Tyrone Power fosse divorziato.
Lui indossava un tight dal taglio perfetto costato 95mila lire; lei un sontuoso abito in raso di seta tempestato di perle che valse alle sorelle Fontana la notorietà internazionale. Il matrimonio non era destinato a durare, ma il fulgore di quel vestito da sposa sì, e a lungo. Le foto, pubblicate anche su Life, aprirono alle tre sarte di Traversetolo i portoni della Casa Bianca: è a loro che la figlia del presidente Truman commissionò il suo abito da sposa, seguita da Maria Pia di Savoia. «In pratica non passava giorno che andassimo in prova senza fare l´inchino a qualche altezza reale», rievoca Micol Fontana, novantotto anni.
Avrebbe dovuto sposarsi con un loro vestito, già pronto e finito, anche Audrey Hepburn, che nel ´52 era a Roma per girare con Gregory Peck Vacanze romane. Il suo fidanzamento con il ricchissimo e nobile imprenditore britannico Lord James Hanson era stato annunciato sul Times di Londra, la data delle nozze già fissata. Ma all´ultimo momento Audrey si tirò indietro: il suo futuro marito le imponeva di lasciare il lavoro e lei non se la sentì di fare l´angelo del focolare. Ma volle che il suo vestito da sposa - semplice eppure lussuoso, in satin bianco avorio, accollato, maniche lunghe - fosse «regalato a una ragazza povera». L´abito andò a una contadina di Latina, Amabile Altobella, incredula di tanta fortuna, che anni fa lo ha restituito volentieri perché nel 2009 fosse messo all´asta a Londra per fini benefici.
C´è anche chi, in controtendenza, sceglie la segretezza più assoluta, ma come set vuole la città più romantica del mondo, cioè Venezia. È il caso di Woody Allen, che l´antivigilia di Natale del 1997, indossando un cappotto vecchio, mimetizzandosi, senza neppure un fiore, ha sposato in un clima carbonaro la sua ex figliastra Soon-Yi. Lui sessantadue anni, lei ventisette, non hanno voluto fotografi fra i piedi, nessun estraneo ma neppure nessun amico, giusto i testimoni. Bravissimo è stato il sindaco Massimo Cacciari a tenere nascosta la notizia. Salendo le scale (ma chi c´era a sentirlo?) Woody Allen avrebbe snocciolato una delle sue battute seriali: sono contrario ai rapporti prima del matrimonio, fanno arrivare tardi alla cerimonia.