Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  agosto 21 Domenica calendario

SEMBRA LAS VEGAS ME NE RESTO A CASA

No, quest’anno non vado al Meeting. Un poco mi dispiace perché avrei potuto salutare tanti amici ma poi la passeggiata nei padiglioni mi avrebbe fatto alzare la pressione e non voglio rischiare di lasciarci le penne. Stavolta mi limito a leggere il programma: direi che per innervosirmi basta e avanza.Ma almeno sono a casa e se le mani cominciano a tremare posso correre in cucina a farmi la tisana rilassante (melissa, fior d’arancio, tiglio e rosolaccio: prendete nota, funziona davvero). Un articolo uscito sulla Stampa assicura che l’edizione 2011 della festa riminese di Cl assomiglierà un po’ meno a Cernobbio, sarà un po’ meno confindustriale dell’edizione scorsa. Ne dubito alquanto. Nell’elenco dei relatori vedo che ci sono Corrado Passera (Intesa Sanpaolo), Giuliano Amato (Deutsche Bank), Ossama Bessada (Wind), Carlo Camnasio (Philips), Fulvio Conti (Enel), Federico Golla (Siemens), Andrea Illy (Illy), Mauro Moretti (Ferrovie dello Stato), Giuseppe Orsi (Finmeccanica), Giuseppe Recchi (Eni), Roberto Snaidero (Snaidero), Leo Wencel (Nestlè) e dulcis in fundo John Elkann, che non c’è bisogno di spiegare che cosa rappresenta. Altro che Cernobbio: a Rimini, per quantità, qualità e provenienza internazionale dei personaggi sembrerà di essere a Davos, la cittadina svizzera dove ogni gennaio si incontrano i potentissimi dell’economia mondiale. Il che va pure bene, la riviera romagnola ha bisogno di rinnovare la propria clientela: è ora di finirla con le famigliole a basso reddito, si stendano tappeti rossi agli ospiti vip, gente che spende! Soltanto non capisco che cosa c’entri tutto questo con una manifestazione religiosa intitolata “E l’esistenza diventa un’immensa certezza”. Quest’estate, poi, con la borsa e le banche che così incerte non sono state mai... Sarò un fissato del Vangelo, sarò talmente fondamentalista che al posto di Giuliano Amato preferisco ascoltare Gesù Cristo, ma proprio ieri ho riletto in Matteo le parole dell’unico vero maestro: «Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano». Non c’è pericolo che questi versetti risuonino nei padiglioni della fiera, non sia mai che inducano turbamenti o addirittura pentimenti: il sinedrio ciellino al posto del Nuovo Testamento ha deciso di promuovere (venerdì 26 agosto ore 15) il nuovo libro di Mario Calabresi, quello in cui Umberto Veronesi segnala che la maggior parte degli omicidi avviene in famiglia e allora perché non abolire la famiglia, ma certo, buona idea. Adesso però devo scusarmi con i lettori: qualche riga fa ho scritto “vip”. Perdonatemi, l’orrenda parolina mi è scappata.Ma essendo ormai entrata in questo articolo ne approfitto per dire che negli anni scorsi il dettaglio del Meeting che più mi faceva imbufalire erano i ristoranti vip. Ne scrissi, ne parlai con tanti ciellini di ogni ordine e grado e tutti mi dissero hai ragione, sono uno scandalo, un’idiozia, una controtestimonianza, vanno tolti. Speranzoso come sono pensavo che finalmente l’avessero abolito, l’apartheid alla riminese, i localini dove si mangia altrettanto male che nei ristorantoni per ciellini plebei e però eccitano la vanità dei ciellini in carriera. Macché, i ristoranti vip pare siano inestirpabili. «Come nelle ultime due edizioni, non mancherà la sala vip!», esclama con stolido entusiasmo il comunicato di “Luntane cchiù luntane”, il mangificio abruzzese specializzato in pallotte cace e ove. Lo tengono ben nascostomada qualche parte ci dev’essere un vangelo segreto, il Vangelo secondo Carrón in cui si dice che i primi saranno i primi e gli ultimi saranno gli ultimi, sempre e dovunque, anche a tavola, anche davanti a un piatto di pallotte cace e ove. Io non mi voglio arrabbiare più, chi me lo fa fare, purtroppo però lo sguardo mi cade sul Gioco del Lotto Village, spazio sponsorizzato da Lottomatica dove si insegna ai bambini che Dio gioca a dadi e la vita è un caso. Rimini come Las Vegas? No, forse sto esagerando: al Meeting, a differenza che a Las Vegas, la lap dance non c’è.