Giulio Giorello, Corriere della Sera 22/08/2011, 22 agosto 2011
PAVLOV, IL CANE E IL DISSENSO
Nel Pavlov Museum di Ryazan, città natale del fisiologo Ivan Pavlov, vedrete un cane imbalsamato con annessa una fistola (cioè un tubo che collega le ghiandole salivari dell’animale a una provetta esterna): così Pavlov intendeva studiare gli organi corporei in condizioni «naturali». Era la sua occupazione all’Istituto di medicina sperimentale di San Pietroburgo. Nel 1903 s’imbatte nel fenomeno del riflesso condizionato: effetto che ottiene «facendo precedere lo stimolo assoluto dallo stimolo condizionante». Al cane viene «l’acquolina in bocca» (il riflesso) al suono di un campanello (lo stimolo condizionante) che abitualmente è stato associato al cibo (lo stimolo assoluto); alla fine, basta il suono perché l’animale sbavi. L’anno dopo Pavlov ottiene il Nobel. Quel suo modo di addestrare gli animali (umani compresi) susciterà un tale interesse nell’Urss di Lenin e poi di Stalin da fargli perdonare il suo dissenso politico: anche a questo serve la Serendipità.
Giulio Giorello