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 2011  agosto 20 Sabato calendario

L’ORO VEDE QUOTA 1.900 LA FEBBRE DELLA CALIFORNIA

NEW YORK — Puntare ancora sul turismo o rispolverare le vecchie miniere d’oro? I californiani che vivono nei dintorni della città fantasma di Bodie, al confine con il Nevada, hanno le idee chiare. C’è la crisi, la gente si muove meno e il metallo prezioso per eccellenza ha chiuso ieri di poco sopra i 1.852 dollari, non prima di aver toccato il nuovo record storico di 1.881 dollari. Soltanto quest’anno la quotazione è cresciuta del 30% e sui mercati c’è chi vede quota 1.900. Una nuova febbre dell’oro è cominciata un pò dappertutto.
Ma non a Bodie. Abitanti e amministratori locali si oppongono all’arrivo di nuovi cercatori, che stravolgerebbero la zona dal punto di vista ambientale. Dal 1880 Bodie fu al centro di una corsa all’oro che si esaurì nel 1915. Un’impresa di New York, la Tigris Financial, vorrebbe riprendere quel filone abbandonato e tira fuori i denari e gli artigli: ha già investito 7 milioni di dollari nell’area attraverso la sua controllata Cougar. Per fare le cose in grande aspetta la decisione del Congresso a Washington. C’è una proposta di legge dei repubblicani (avversata dagli ambientalisti) che aprirebbe la via a uno sfruttamento di aree federali finora protette. Si parla di 40 milioni di acri in tutto il Paese (più della metà del territorio italiano), dalle paludi della Florida ai boschi del Colorado alle vecchie miniere della California.
In gioco ci sono anche le colline di Bodie. Migliaia di persone visitano ogni anno la città fantasma e si godono quello che nel gergo dei conservatori si chiama «un decadimento controllato». I saloon, le entrate delle miniere, le catapecchie dei cercatori, i bordelli. Poco lontano c’è chi fa quello che facevano cento anni fa i disgraziati della Gold Rush ma con mezzi moderni: la Cougar ha acquistato i diritti di sfruttamento di vecchie miniere nei dintorni di Bodie. I test hanno dato risultati incoraggianti. Mark Wallace, a capo della Tigris Financial, ha detto al Wall Street Journal che la sfida di Bodie rappresenta soltanto la punta dell’iceberg nel dibattito più generale tra conservazione e sfruttamento delle risorse. La Tigris conta di guadagnare milioni di dollari nell’area se il Congresso darà il via libera. In base al progetto di legge spetterebbe alle agenzie federali la decisione di dare o no le concessioni.
Le autorità locali stanno con gli ambientalisti. La Tigris ribatte che bisogna trovare un compromesso tra il valore ambientale dell’area e le necessità di un’economia in crisi. A livello locale c’è chi è d’accordo. La disoccupazione nella contea è al 12,9%, rispetto al 12,1 della California e al 9,1% del dato nazionale.
Gli Stati Uniti sono il quarto Paese produttore di metallo giallo (dopo Cina, Australia e Sudafrica). A Bodie dalla prossima estate forse arriveranno nuovi cercatori, con i milioni di dollari di una ditta di New York. Contro il «decadimento progressivo» dell’America il miraggio dell’oro sembra irresistibile.