Egle Santolini, La Stampa 20/8/2011, 20 agosto 2011
IL NUOVO DALLAS, ROBA DA CASALINGHE DISPERATE
Evocativa e kitsch come i tailleur dalle spalle imbottite, i ciuffi laccati, le indigestioni di rucola. Signori e signori, in diretta dagli Anni Ottanta riecco a voi Dallas: il fumettone che lanciò Canale 5 e la tivù commerciale in Italia, odiosamato, cafone, opulento, laccatissimo. Dopo decine di proclami e di rinvii, la nuova serie è pronta per essere messa in onda negli Stati Uniti sul canale satellitare Tnt, forse già dal prossimo gennaio e non dall’estate 2012 com’era stato annunciato in precedenza. Che questa volta ci siamo lo conferma una foto di gruppo, la prima, del cast.
Non è uno scherzo rinverdire un giocattolo che, tra il 1978 e il 1981, fu tradotto e doppiato in 67 lingue e trasmesso in novanta Paesi. Al di là della curiosità archeologica, e della recherche nostalgica per alcuni milioni di cinquantenni cresciuti sotto l’edonismo reaganiano, c’è da chiedersi se davvero qualcuno potrà appassionarsi, nella recessione prossima ventura, ai tormenti e alle estasi di un’aggressiva famiglia di petrolieri texani, praticamente dei Bush un po’ più ruspanti e incasinati. «Petrolieri? Come quei bastardi che hanno messo la benzina a quattro dollari al gallone?», già ringhia, da uno dei forum dedicati al programma, un teleutente di nuova generazione.
Non sottovalutiamo gli sceneggiatori: dai primi indizi ricostruibili in Rete, anche se si rimaterializzeranno le note presenze di Linda Gray-Sue Ellen (ben conservata), Patrick Duffy-Bobby (del tutto canuto) e naturalmente Larry Hagman-J.R. (un barbagianni ottantenne sotto lo Stetson), il Dallas 2.0 pescherà nei territori della fiction tv americana del ventunesimo secolo: i prati verdi sepolcrali della sigla, anticipata al sito DallasTNT.com, ricordano subliminalmente i cimiteri di Six Feet Under, ma soprattutto la parte nuova del cast arriva quasi tutta da Desperate Housewives . Anzi, è probabile che, licenziate le casalinghe di Wisteria Lane, il revival di Dalla s sia proprio destinato a quel target.
Vediamo: Christopher Ewing, figlio di Bobby e di Pamela (Victoria Principal, e tu dove sei finita? Ti avevamo lasciata moglie di un chirurgo plastico), è impersonato da Jesse Metcalfe, che delle casalinghe disperate era il toyboy. Da lì sono stati riciclati anche Josh Henderson nella parte di John Ross, rampollo di J.R. e di Sue Ellen, e Brenda Strong, che di Bobby è la nuova moglie. Siccome il pubblico ispanico è diventato determinante nel successo di un programma televisivo, ecco poi la panamense Jordana Brewster di Fast and Furious nel ruolo di Elena, la bombastica figlia del cuoco del ranch di Southfork che farà impazzire i due cugini, l’argentina Julie Gonzalo in quello di Brenda, la fidanzata di Christopher, e la cilena Leonor Varela, già Cleopatra in uno strombazzato kolossal dell’Abc, in quello ancora misterioso di Marta Del Sol.
Sì, ci sarà pure la mitologica «nana di Dallas», la nipotina Lucy ossia Charlene Tilton, classe 1958 e uno e 50 di statura, che in tutti questi anni ha cincischiato tra filmetti tivù e titoli trascurabili tra cui Superhero-Il più dotato dei supereroi . Ma è più significativo il nome del regista: Michael M. Robin è tra i creatori di The Closer , il telefilm poliziesco neofemminista con Kyra Sedgwick che ha ridefinito i ruoli di genere nella fiction tv americana. Si ha l’impressione che le donne conteranno sempre di più a Southfork.
Li avevamo lasciati con una puntata crepuscolare, la numero 356, andata in onda negli Stati Uniti davanti a 33 milioni di spettatori, con J.R. privato della Ewing Oil e tentato dal suicidio. Uno spiritello gli mostrava come se la sarebbero cavata i suoi parenti se lui non fosse mai nato, in stile La vita è meravigliosa : un espediente narrativo colto, certo meno corrivo del famigerato «sogno di Pamela», che aveva cancellato di peso la morte di Bobby. Oggi, campo libero agli eredi: fichissimi e con mascella tagliente, già pronti a scannarsi per il malloppo ma anche consapevoli che «il petrolio fa parte del passato». Il primo trailer mostra un J.R. invalido o poco più, torride scene di sesso con camicette coreograficamente lanciate per aria, un gran matrimonio di gusto massimalista, la tardiva preghiera di Bobby al fratello: «Non voglio che diventino come noi». La puntata «Chi ha sparato a J.R.?» fece ammattire il mondo: il Parlamento turco rimandò una seduta per permettere ai suoi membri di scoprire il colpevole. Oggi il nuovo Dallas servirà ad arricchire il curriculum di qualche muscolosa star in ascesa. E questo è il meglio che gli si può augurare.