Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  agosto 19 Venerdì calendario

UN PAESE A CACCIA DELLA MUCCA INVISIBILE

Poteva finire come una vec­chia filastrocca: «Questa è la sto­ria della vacca Vittoria: morta la vacca, finita la storia. Lunga la fia­ba, stretta la via: dite la vostra che io ho detto la mia». E invece no. Perchè, come si sa da sempre, un italiano è un latin lover, due italia­ni s­ono un casino e tre italiani fan­no quattro partiti. E per farne due, se non addirittura tre, ogni vacca­ta va bene. Prendi la mucca Vitto­ria che altri a Salzano chiamano Carolina ma sempre la stessa cor­nuta è. Un paio di mesi fa se l’è svi­gnata, lei che è una bovino ma agi­le come un levriero, dall’alleva­mento dove lavorava per rifugiar­si a Villetta di Salzano, covo di vol­pi e di cornacchie, un polmone verde di 60 ettari, racchiuso tra gli alvei del Marzenego e del canale Roviego, e risparmiato dal traccia­to del Passante, che in quanto oasi protetta gode dell’extraterritoria­lità che lo stato diritto assegna so­lo alle sedi diplomatiche e alla ba­se americana di Guantanamo. Ba­sta con i lavori da bestia e la paga da fame, da oggi Turista per sem­pre e Vivere alla grande, senza ne­anche ruminare un gratta e vinci Pare sia un trend nella famiglia dei Bovidi. Per catturare Yvonne, beniamina dei social networks, fuggita il maggio scorso da un alle­vamento di Muehldorf in Baviera e rifugiatasi nel bosco, hanno in­gaggiato uno gigolò, Ernst, un to­ro castrato ma di bell’aspetto, per­chè non è facile resistere alle tenta­zioni della carne soprattutto se fi­letto, anche se un bufalo capro o un antilope quadricorne più che un eunuco avrebbero meglio ser­vito la causa. Infatti è stato tutto inutile. Così come la taglia di 10mi­la­euro messa sulla testa della cor­nuta dal quotidiano «Bild» per ri­portare la figliol prodiga all’ovile. O la medium, chissà cosa c’entra­va, che al padrone voleva restituir­la con la sola imposizione delle mani come il mago Oronzo.
Ora tanti fanno il tifo per la traditri­ce, primi tra tutti, gli animalisti: nessuno ha cuore di abbatterla e chi s’è visto s’è visto, ma non si può nemmeno lasciarla libera co­me Battisti a Copacabana. Perchè i rischi per l’incolumità pubblica sono troppi, dato che l’oasi è aper­ta e la svampita potrebbe finire in strada da un momento all’altro, e che le colture della zona rischiano di uscire a pezzi dall’incrocio con il ruminante. Poi c’è chi sta dalla parte dei villani del posto, cioè del contadino rimasto senza vacca, e quindi senza patrimonio da mun­gere. Per questo lì vicino, a Luneo, per catturare la fedigrafa hanno organizzato un rodeo stile far west, col quale poi imbandire una mega grigliata per tutto il paese, hamburger con crescione e uova di paglia, filetto con coriandoli di verdure o medaglioni di prugne e funghi a scelta. Cena gratis per i bi­sognosi e contributo da devolver­si per risarcire l’allevatore. Prati­camente una grande battuta di caccia al lazo come nel Far West o nelle pampas argentine per cattu­rare Vittoria o Carolina che sia che ai tempi di Carosello ti portavi a casa gonfiabile e senza spargi­mento di sangue con le etichette dei formaggini Invernizzi. Un ri­storante s’è già offerto volontario per cucinare la vacca, altri hanno già pronto il piano per organizza­re la grande caccia e al cowboy che riuscirà a catturare l’animale una bella targa ricordo e doppia ra­zione di spiedini. Ma la cosa rischia anche di andare per le lunghe come in un reality, ri­cordate La Fattoria ?, e la bovina diventare una celebrità come il to­ro Raton, la foca Gaston e l’orso Knut, stai a vedere che pure qui, per fare un po’ di gossip che solle­vi gli ascolti, ingaggieranno uno gi­golò con un fisico bestiale. Sem­pre che questa storia della mucca pazza e primula rossa non si riveli, alla fine, la solita bufala...