Massimo M. Veronese, il Giornale 19/8/2011, 19 agosto 2011
UN PAESE A CACCIA DELLA MUCCA INVISIBILE
Poteva finire come una vecchia filastrocca: «Questa è la storia della vacca Vittoria: morta la vacca, finita la storia. Lunga la fiaba, stretta la via: dite la vostra che io ho detto la mia». E invece no. Perchè, come si sa da sempre, un italiano è un latin lover, due italiani sono un casino e tre italiani fanno quattro partiti. E per farne due, se non addirittura tre, ogni vaccata va bene. Prendi la mucca Vittoria che altri a Salzano chiamano Carolina ma sempre la stessa cornuta è. Un paio di mesi fa se l’è svignata, lei che è una bovino ma agile come un levriero, dall’allevamento dove lavorava per rifugiarsi a Villetta di Salzano, covo di volpi e di cornacchie, un polmone verde di 60 ettari, racchiuso tra gli alvei del Marzenego e del canale Roviego, e risparmiato dal tracciato del Passante, che in quanto oasi protetta gode dell’extraterritorialità che lo stato diritto assegna solo alle sedi diplomatiche e alla base americana di Guantanamo. Basta con i lavori da bestia e la paga da fame, da oggi Turista per sempre e Vivere alla grande, senza neanche ruminare un gratta e vinci Pare sia un trend nella famiglia dei Bovidi. Per catturare Yvonne, beniamina dei social networks, fuggita il maggio scorso da un allevamento di Muehldorf in Baviera e rifugiatasi nel bosco, hanno ingaggiato uno gigolò, Ernst, un toro castrato ma di bell’aspetto, perchè non è facile resistere alle tentazioni della carne soprattutto se filetto, anche se un bufalo capro o un antilope quadricorne più che un eunuco avrebbero meglio servito la causa. Infatti è stato tutto inutile. Così come la taglia di 10milaeuro messa sulla testa della cornuta dal quotidiano «Bild» per riportare la figliol prodiga all’ovile. O la medium, chissà cosa c’entrava, che al padrone voleva restituirla con la sola imposizione delle mani come il mago Oronzo.
Ora tanti fanno il tifo per la traditrice, primi tra tutti, gli animalisti: nessuno ha cuore di abbatterla e chi s’è visto s’è visto, ma non si può nemmeno lasciarla libera come Battisti a Copacabana. Perchè i rischi per l’incolumità pubblica sono troppi, dato che l’oasi è aperta e la svampita potrebbe finire in strada da un momento all’altro, e che le colture della zona rischiano di uscire a pezzi dall’incrocio con il ruminante. Poi c’è chi sta dalla parte dei villani del posto, cioè del contadino rimasto senza vacca, e quindi senza patrimonio da mungere. Per questo lì vicino, a Luneo, per catturare la fedigrafa hanno organizzato un rodeo stile far west, col quale poi imbandire una mega grigliata per tutto il paese, hamburger con crescione e uova di paglia, filetto con coriandoli di verdure o medaglioni di prugne e funghi a scelta. Cena gratis per i bisognosi e contributo da devolversi per risarcire l’allevatore. Praticamente una grande battuta di caccia al lazo come nel Far West o nelle pampas argentine per catturare Vittoria o Carolina che sia che ai tempi di Carosello ti portavi a casa gonfiabile e senza spargimento di sangue con le etichette dei formaggini Invernizzi. Un ristorante s’è già offerto volontario per cucinare la vacca, altri hanno già pronto il piano per organizzare la grande caccia e al cowboy che riuscirà a catturare l’animale una bella targa ricordo e doppia razione di spiedini. Ma la cosa rischia anche di andare per le lunghe come in un reality, ricordate La Fattoria ?, e la bovina diventare una celebrità come il toro Raton, la foca Gaston e l’orso Knut, stai a vedere che pure qui, per fare un po’ di gossip che sollevi gli ascolti, ingaggieranno uno gigolò con un fisico bestiale. Sempre che questa storia della mucca pazza e primula rossa non si riveli, alla fine, la solita bufala...