Vittorio Zucconi, la Repubblica 19/8/2011, 19 agosto 2011
UNA FATWA SU LETTERMAN: «GLI TAGLIEREMO LA LINGUA»
Poiché niente terrorizza un terrorista come una risata, era soltanto questione di tempo perché David Letterman, il più sarcastico e tagliente dei comici televisivi americani finisse tra gli obiettivi dei fanatici delle guerre sante e dell´assolutismo mistico. «Tagliate la lingua a quell´infame ebreo», «portategli via il collo» ha sbraitato un sedicente Omar al-Basrawi, sicuramente un falso nome, su un sito che spesso trasmette i pizzini elettronici di al-Qaeda agli aspiranti martiri nel mondo, dopo che in giugno Letterman aveva osato fare battute sulla uccisone dell´ennesimo numero due della organizzazione islamista, poco dopo l´esecuzione di Bin Laden. «Ci sarà certamente un altro Sayyd Nosair al-Masri capace di chiudergli la bocca», esorta il fanatico, ricordando quell´assassino che uccise il rabbino ultranazionalista Mehir Kahane in un hotel di Manhattan, nel novembre del 1990.
Una minaccia che anche lo Fbi ha preso sul serio, ma più per la veemenza della condanna che per la credibilità di questo al-Basrawi, un jihadista certamente più indignato che informato. David, l´ex lettore di previsioni meteo per una tv di Indianapolis divenuto celebre nel mondo intero con il suo programma satirico "Late Night with David Letterman", non è affatto ebreo, né è noto per prese di posizioni particolarmente filo israeliane. Figlio di un fioraio dell´Indiana e di una immigrata tedesca, appartiene alla mite chiesa cristiana protestante dei Presbiteriani. E le frecciate contro la «guerra santa» di Bush in Afghanistan e in Iraq furono molte.
Ma un comico che faccia satira rischia sempre la collera di fanatici, potenti, assolutisti permalosi, tromboni con le code di paglia, da tempi del grande Lenny Bruce, colpito negli anni �60 dal perbenismo puritano per il linguaggio sboccato e trasgressivo. David, il creatore della classifica delle "Top Ten", delle dieci gaffe, battute o prese in giro più notevoli del giorno, aveva osato ridacchiare e compiacersi, facendo il gesto della mano a taglio sul collo, quando Mohammed Ilyas Kashimiri, un ex militare pakistano poi associato a Bin Laden e conosciuto come «il combattente con un occhio solo» nascosto dietro un paio di immancabili Ray Ban stile aviatore, era stato ucciso da un "drone" americano, un aereo senza pilota.
Nel clima di euforia e di ubriacatura patriottiche dopo l´assassinio di Osama Bin Laden, alla morte del suo "successore" aveva dedicato qualche secondo nel monologo di apertura del programma, strappando l´applauso. Quanto è bastato per far bollire il sangue di un militante, sdegnato per l´insulto al «mujaheddin», al soldato di Dio, del suo Dio, con i Ray Ban.
Naturalmente è impossibile stabilire non soltanto chi sia, ma quale sostanza abbia quell´invito a «tagliarli la lingua» comparso su Shomuk al-Islam, un sito sul quale spesso tracimano gli schizzi dell´odio lanciati da Al Qaeda contro centinaia di «crociati cristiani», «pagani», «sionisti», «infedeli» e che esibisce, al centro dell´album fotografico di obiettivi, l´immagine del Presidente Barack Obama. Lo Fbi di New York, che cura le indagini perché lo show di Letterman è prodotto e trasmesso da New York, sta conducendo le indagini d´ufficio, perché ogni rigurgito minaccioso va considerato, ma Letterman, in questi giorni in vacanza, non avrà scorte ufficiali o agenti pagati dal danaro pubblico, perché troppi sono i deliri dei violenti e dei mitomani su internet perché lo stato possa accollarsi la spesa di proteggerli tutti. Conoscendo Letterman, l´effetto più certo di questa minaccia, sarà altro materiale comico da utilizzare nei monologhi e nei tormentoni alla ripresa del programma in settembre. Non è neppure la prima volta che lui corre rischi, tra minacce di morte o progetti di ricatto, come furono orditi da un collaboratore dello show che chiese due milioni di dollari per tacere una sua storia d´amore con una dipendente del "Late Night Show". Un piano che Letterman sventò facilmente, ammettendo in pubblico, e in diretta, di avere avuto davvero quella relazione.
Gli autori di un altro programma televisivo americano spietatamente satirico, "South Park", furono raggiunti da «fatwa» e promesse di vendetta quando, fra i tanti personaggi, profeti, simboli religiosi che puntualmente vengono messi alla graticola nei loro dissacranti cartoni animati, fecero apparire anche un Maometto travestito da orso. Anche allora, nel ricordo dell´assassino dell´olandese Theo Van Gogh e delle sommosse per la pubblicazione in Danimarca di vignette satiriche sul Profeta, furono condotte indagini e il caso non ebbe seguito.
Nello spietato cinismo professionale e commerciale del mondo televisivo e soprattutto nella concorrenza selvaggia fra i comici della tarda serata come Letterman, Jay Leno della Nbc, Conan O´Brian, Jimmy Fallon, c´è da sospettare che qualche avversario segretamente invidi questo colpaccio di marketing, che potrebbe avvicinare Letterman a Leno, il molto più blando leader degli ascolti in quella fascia oraria. Non esiste cattiva pubblicità, non esistono paure né rischi, se possono aiutare i network tv nella loro quotidiana "jihad" a strapparsi un punto di share e uno spettatore. Quello che i fanatici non possono capire è che lo spettacolo deve sempre continuare e continuerà. E anche loro ne fanno, senza saperlo, parte. «La satira - disse Lenny Bruce, il maestro di tutta la generazione di comici di oggi - è soltanto tragedia dopo che sia passato abbastanza tempo».