Angelo Aquaro, la Repubblica 18/8/2011, 18 agosto 2011
E MURDOCH NON CI STA: «BUFFET FACCIA COME VUOLE MA LASCI STARE GLI ALTRI RICCHI»
Far pagare di più i ricchi? Il miliardario Rupert Murdoch, l´australiano che ha preso la cittadinanza americana, ha la risposta pronta alla proposta del miliardario Warren Buffett: «Roba da matti». Il titolo dell´editoriale del suo Wall Street Journal, «La scivolata sulle tasse di Warren Buffett», non poteva naturalmente essere così esplicito come quello di MarketWatch, il blog del quotidiano: «Warren Buffett è matto». Ma il senso è lo stesso.
Non è piaciuto al padrone della Fox anti-Barack l´editoriale con cui sul rivale New York Times il grande vecchio di Wall Street, 81 anni il 30 agosto, ha difeso, senza mai nominarlo, il presidente Obama, sostenendo la sua battaglia - persa nella trattativa sul deficit - per innalzare la tasse ai ricchi. Ma la proposta di Buffett, che si lamenta del fatto che un super ricco come lui viene tassato al 15 per cento, mentre persino la sua segretaria versa allo stato il 28 per cento, ha rilanciato il dibattito. E lo stesso Obama ha annunciato per l´inizio di settembre un grande discorso in cui illustrerà al Congresso la sua ricetta per tagliare il deficit (più dei mille miliardi e mezzo promessi dal mini accordo tra democratici e repubblicani) e far ripartire l´occupazione.
Lo scandalo dei miliardari che non pagano viene giustificato dal giornale di Wall Street sostenendo che non soltanto gli 8 mila super-ricchi ma milioni di americani verrebbero tassati se passasse la proposta Obama di battere cassa ai redditi sopra i 200 mila dollari: «Se Buffett vuole pagare di più perché non stacca un bell´assegno allo Zio Sam e se ne torna ai suoi affari?». Il problema è proprio quello: come tornare a far fare affari all´America. Anche l´amministratore delegato di Starbucks, Howard Schultz, ha preso l´iniziativa, invitando in una email una cinquantina di colleghi addirittura a boicottare Washington, spogliandola degli aiutini econonomici, «fino a che il presidente e il Congresso non ripresentino un piano di lungo termine per ridurre il deficit». E il lodo Buffett ha trovato un alleato insospettabile perfino in un altro paladino della destra, il miliardario Donald Trump: anch´io pagherei di più, ha detto il superpalazzinaro alla Abc. Specificando però subito che la proposta non passerebbe mai a Wall Street: «Un mucchio di gente lascerebbe il paese: me ne vado in Svizzera, me ne vado in Germania».
Davvero? Per la verità proprio in Europa l´oracolo di Omah, come è soprannominato Buffet per la sua «preveggenza» in Borsa, fa seguaci. Anche in Francia, dove Nicolas Sarkozy ovviamente non vuol sentire parlare di nuove tasse per timore di fermare ulteriormente la crescita, che stalla allo 0,0 per cento, alcuni ricconi si candidano a pagare più tasse per risanare i conti dello Stato, dal mecenate Pierre Bergé al presidente di Publicis, Maurice Levy, con un articolo su Le Monde.
Certo è che l´autotassazione proposta da Buffett ha fatto il pieno su Internet: l´articolo pubblicato ieri da Repubblica è tra i più letti del New York Times e il più scambiato su Twitter. I super-ricchi litigheranno tra loro: ma il resto del mondo le idee ce le ha chiarissime.