Giovanna Gabrielli, il Fatto Quotidiano 18/8/2011, 18 agosto 2011
IL FATTO DI IERI - 18 AGOSTO 1850
IL FATTO DI IERI - 18 AGOSTO 1850 - “La testa ciondolante su guanciali di damasco, il volto violetto, quasi nero, la barba non fatta, i capelli tagliati corti, gli occhi fissi e spalancati…”. Così Octave Mirabeau descrive in un pamphlet rimasto celebre, l’agonia di Honoré de Balzac, morto la sera del 18 agosto 1850 nella lussuosa casa parigina di rue Fortunée. Dettagli raccapriccianti, ripresi da Victor Hugo in “Choses vues”, circondano le ultime ore dello scrittore. Nel suo letto di acajou, stretto da cinghie di contenzione, Balzac, gonfio di idropisia e con la gamba ormai in cancrena che emette un terribile fetore, agonizza in un sinistro delirio. La moglie, la ricca contessa Évelyne Hanska sposata pochi mesi prima, si rifiuta di scendere al capezzale del marito morente, assistito solo da una vecchia infermiera e dal fedele medico Nacquart. Il genio de “La Comédie Humaine”, il visionario inventore del romanzo europeo moderno, ormai caffeinomane all’ultimo stadio, muore praticamente solo, invocando i fantasmi dei suoi immaginari personaggi. Il corpo decomposto in poche ore, il naso caduto sulla guancia, Balzac verrà interrato al Père Lachaise. In un lugubre silenzio interrotto solo dall’orazione funebre dell’amico Victor Hugo.