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 2011  agosto 18 Giovedì calendario

SCOPERTA LA ZECCA CLANDESTINA DELLE MONETE FALSE PERFETTE

Certo non era «La banda degli onesti» a ge­stire la fabbrica di soldi falsi scoperta dalla Guardia di finanza a Napoli.Quelli che si riunivano nell’opifi­cio di via Ponte della Maddalena, luogo fra i peggio frequentati della città a ridosso di Forcella e della Stazione Centrale, non erano i grandi della comme­dia italiana, del calibro di Totò, Peppino e Giacomo Furia ma dei veri imbroglioni, che avevano allestito una zecca clandestina per la riproduzione di mone­te da un euro. Le monete erano «praticamente per­fette », come le ha definite un investigatore del­la fiamme gialle.
La «prova» era venuta be­ne: 107 monete da un euro fini­te pe­r allenarsi e poi fare il gran­de salto.
Altri diecimila pezzi se­milavorati, che una volta comple­tata la lavorazione erano pronti per essere spesi. Nella zecca di via Ponte della Maddalena si potevano produrre alcune migliaia di pezzi al giorno, per un totale di svariate centi­naia di migliaia di euro all’anno e senza neanche troppa fatica.
Chi fa caso se una moneta di un euro è falsa oppure no? Facile spacciarla, difficile verificarne l’autenticità.E poi non esistono nemme­no le macchinette per il controllo. Un biglietto da 5 o da 50 si struscia tra le mani per «sentirne» la carta ma una moneta, soprattutto se molto ben contraf­fatta, circola senza problemi o quasi. Dunque Napo­li stava per subire una invasione di monete false da un euro. La zecca partenopea si trovava all’interno di un anonimo locale al piano terra, proprio come la tipografia di Lo Turco-De Filippo nel film La banda degli onesti.Ma la«banda dei di­sonesti » poteva contare su macchinari ad alta tecnologia. I falsari erano riusciti a riprodurre con fedeltà non solo il co­nio di entrambe le facciate, ma anche la rigatura laterale delle monete e la loro impronta magnetica.
Le fiamme gialle hanno seque­strato anche olt­re 23mila compo­nenti metallici in ottone e ferro­nichel idonei a realizzare la par­te interna e quella esterna del­la moneta. Il locatario della zecca è stato denunciato ma la ban­d­a dei disonesti ancora non è stata individua­ta.
E cittadini e commercianti si chiedono preoccu­pati: quante zecche clandestine ci sono a Napoli? A Forcella e alla Maddalena, nel Rione Sanità e ai Quartieri spagnoli, quante monete da un euro e non solo, si producono in barba alla legge?