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 2011  agosto 18 Giovedì calendario

LA CRISI DELL’EURO FA PAURA ANCHE AGLI EMIRATI

La grande crisi iniziata nel 2008 ha messo in evidenza debolezze che nessuno poteva immaginare, prima. Abbiamo visto gli Stati Uniti rischiare il default. E nel corso del 2009, molto prima, abbiamo visto la crisi entrare di prepotenza nel regno della ricchezza per eccellenza: gli Emirati Arabi Uniti, la terra delle piste da sci al coperto in mezzo al deserto, dei templi dello shopping, dello shopping a base di gioielli e grandi firme della moda, degli hotel che battono record su record quanto a stelle, lussi e conmfort. Anche questo presunto paradiso, però, ha i suoi limiti: e il principale sta nel fatto che la stragrande maggioranza dei suoi clienti vengono dai paesi occidentali, che al momento sono decisamente al verde.

Così la traballante crescita economica e le difficoltà finanziarie dei paesi europei rappresentano una minaccia anche per il commercio, gli investimenti e la crescita dei paesi del Golfo. Lo affermano economisti ed analisti della regione che guardano con estrema attenzione e preoccupazione ai vacillamenti del vecchio continente, delle Borse mondiali, e di quelle regionali.

«Se l’Europa non si riprenderà rapidamente potremmo essere sull’orlo di una crisi che mette in ombra quella provocata dal collasso di Lehman Brothers», ha affermato Nasser Saidi, l’economista capo del Difc, l’esclusivo distretto finanziario di Dubai, al quotidiano Gulf News. «I problemi dell’Eurozona si rifletteranno sulle economie del Ccg perchè queste sono pesantemente collegate all’Europa sia per gli scambi commerciali sia per gli investimenti», ha spiegato.

I mercati dei sei paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg) - Arabia Saudita, Kuwait, Qatar, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Oman - Dopo una giornata ieri quasi totalmente al ribasso, hanno registrato oggi forti incertezze chiudendo tuttavia in positivo, tranne l’Abu Dhabi Securities Exchange che ha registrato una perdita poco sotto ad un punto percentuale. Niente di nuovo: Dubai World fu obbligata, nel 2009, a ristrutturare il suo debito. Ora le cose vanno meglio, ma le prospettive restano molto incerte.