Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  agosto 18 Giovedì calendario

SFIDA MONDIALE SULLA BIRRA

È scontro tra mastri birrai. Il colosso SabMiller, secondo produttore al mondo della «bionda», ha annunciato ieri che lancerà un’offerta pubblica di acquisto ostile da 6,9 miliardi di euro (9,5 miliardi di dollari australiani) sull’australiana Foster’s. Passando dalle buone alle cattive.
La proposta di acquisto avanzata a Foster’s infatti, è la stessa presentata da Sab al consiglio di amministrazione del birraio australiano a fine giugno: 4,9 dollari ad azione in contanti. Un’offerta che il board di Foster’s aveva già bocciato. Ma SabMiller non si è arresa e a distanza di un mese e mezzo, anziché aumentare il prezzo, è passata al contrattacco: «Poiché non c’è stata alcuna volontà di avviare una relazione sulla nostra proposta da parte del board di Foster’s — si legge nella nota diffusa ieri dal gigante della birra quotato alla Borsa di Londra —, SabMiller ha deciso di fare un’offerta direttamente agli azionisti di Foster’s».
Tra i due mastri birrai si è così scatenata una «guerra». Non a caso, visto che l’operazione è considerata di un certo spessore dagli esperti del settore. Nulla a che vedere con il caso del 2008, quando la belga Inbev lanciò l’Opa da 46 miliardi sull’americana Anheuser-Busch. Ma Sab non è disposta a una nuova sconfitta dopo la conquista, lo scorso anno, di Fomento Economico Mexicano da parte di Heineken per 5,3 miliardi. Tanto più che, nonostante le smentite, si parla anche di una possibile controscalata da parte del gruppo giapponese Asahi. La South African Brewery-Miller (questa l’estensione di Sab, nata a fine Ottocento a Johannesburg e ora anglo-sudafricana), che controlla marchi come Peroni Nastro Azzurro, Dreher, Pilsner Urquell, con l’acquisizione di Foster’s si guadagnerebbe una bella fetta del mercato australiano, dove Foster’s, oltre all’omonima «bionda», detiene altri marchi affermati come Vb, Cascade, Crown. E produce, imbottiglia e distribuisce brand di altri come Stella Artois, Asahi, Corona. Nella nota con cui ha annunciato l’offerta ostile, dal cui ammontare andrebbero detratti i dividendi che Foster’s dovesse nel frattempo pagare, SabMiller ha affermato di ritenere «attraente» la proposta fatta nel giugno scorso: 4,9 dollari australiani per azione, l’8,2% in più rispetto alla chiusura della seduta precedente il 21 giugno (data della prima offerta) con una valutazione del gruppo 11,8 volte il margine operativo lordo (Ebitda). Sab si finanzierà in parte con risorse a disposizione e in parte a debito, dettagli che verranno sottoposti a breve all’attenzione del consiglio di amministrazione di Foster’s, alla Consob australiana (Asic) e alla Borsa di Sydney dov’è quotata Foster’s.