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 2011  agosto 18 Giovedì calendario

ECCO I SIGNORI CHE AGITANO LE BORSE

Chi sono i signori della speculazione da contrastare con l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie per salvare Eurolandia nel mirino della coppia Merkozy (copyright dell’economista Nouriel Roubini)?
Non è difficile immaginare che la cancelliera tedesca Angela Merkel abbia in mente innanzitutto tutto gli hedge funds, quei fondi che usano strumenti finanziari sofisticati e strategie d’investimento spregiudicate per generare alti ritorni, e in Germania vengono chiamati, con disprezzo, locuste. Mentre è probabile che il presidente francese Nicolas Sarkozy pensi soprattutto alle grandi banche di Wall Street, forse dimenticando che anche in Europa la gran parte delle transazioni finanziarie quotidiane passano attraverso i principali istituti di credito, francesi compresi.
La tassa, nota comunemente come Tobin tax, scatterebbe ogni volta che un’azione, un’obbligazione o un altro strumento finanziario venisse comprato o venduto, così come su ciascuna operazione valutaria. Non colpirebbe quindi soltanto i grandi player (o grandi speculatori) del mercato, ma tutti gli attori indistintamente. Ricadrebbe sui piccoli speculatori, i cosiddetti retail trader, che possiedono piccoli account retail e tendono a concentrarsi nei punti di minimo e massimo del mercato. Ma colpirebbe anche gli hedgers, cioè i trader commerciali, come i grandi produttori e le società di gestione di fondi che fanno hedging, comprando derivati e Cds, sorta di polizze assicurative, per proteggersi dai rischi di bruschi movimenti sui mercati.
Come in ogni crisi che si rispetti, i grandi accusati restano però i gestori dei potenti hedge funds, capaci di muovere i mercati con un’enorme potenza di fuoco. La vendita allo scoperto a scopo ribassista è una delle tecniche preferite per guadagnare in tempi di crisi. Ma non l’unica. I nomi più famosi? George Soros, 27 miliardi gestiti: con il suo Quantum Fund avrebbe guadagnato un miliardo scommettendo sul downgrade del debito Usa. John Paulson, che ha ricavato una fortuna nel 2008 puntando contro i Cdo, i prodotti strutturati costruiti sui mutui subprime, e oggi possiede «munizioni» per 35 miliardi. O Steven Cohen, fondatore di Sac Capital Advisor, che amministra un patrimonio di 16 miliardi. La lista è assai lunga.