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 2011  agosto 13 Sabato calendario

SATISFACTION RIPORTA A GALLA IL MITO MORGAN

È stato forse l’unico grande pirata a godersi il frutto del suo successo sui mari. «È morto ricco e ubriaco» secondo Dominique Rissolo, dell’Istituto di ricerca californiano Waitt. Attenzione, però, a denigrarlo: lui stesso, oltre trecento anni fa, vinse una causa legale contro un amico scrittore che lo tratteggiò come un dissoluto facile alla bottiglia, aggiungendo il risarcimento di 200 sterline alla sua fortuna. Un mito, come tutti i grandi pirati, Henry Morgan. E mitica era la sua ammiraglia, «Satisfaction». Una nave che adesso riaffiora dall’Oceano.

Spuntava solo un piccolo pezzettino di scafo dal fondale. Giusto cinque centimetri di legno antico, carezzato dalle correnti e dai secoli. Ma è stato sufficiente: il reperto non è infatti sfuggito agli occhi degli archeosub della Texas State University, che stavano battendo l’area da giorni, monitorandola con i magnetofoni in cerca di oggetti di ferro.

Siamo sulla costa atlantica di Panama, zona di Lajas Reef, alla foce del fiume Chagres, dove nel 1671 il pirata aveva dato l’assalto alla fortezza spagnola di Castillo de San Lorenzo per aprirsi la rotta nell’unico passaggio d’acqua tra il mare caraibico e Panama City, città quest’ultima che intendeva mettere a ferro e fuoco per allentare il monopolio di Madrid sui Caraibi. La fortezza, alla fine, era caduta, ma Morgan aveva lasciato sul fondale cinque navi, tra le quali appunto «Satisfaction», la sua ammiraglia.

Gli archeo-sub texani seguivano, in verità, una «pista» sicura. Un anno fa, nell’aprile 2010, dallo stesso tratto di fondale, erano emersi sei cannoni. Ma allora le ricerche si erano dovute fermare, per mancanza di fondi. Sono riprese, ora, grazie all’entrata in campo della Captain Morgan Usa, la società che commercializza l’omonimo rum speziato.

Il pezzettino di legno, emerso dal nulla, ha «illuminato» la ricerca. Sul fondale sono stati individuati un’ampia sezione del lato di dritta dello scafo della «Satisfaction» e alcune casse da carico, ancora chiuse, nonché diversi bauli incrostati dal corallo. Un tesoro? «Per noi, il tesoro è la nave. È la storia» dice Frederick Hanselman, l’archeologo della Texas University che guida la spedizione. A dire il vero, la Captain Morgan Usa spera che questi contenitori nascondano anche qualche bottiglie di rum. Distillato assai apprezzato, non ce ne vogliano i discendenti, dal pirata che Emilio Salgari volle braccio destro del Corsaro Nero. Fossero proprio di Morgan, sai che colpo... anche di marketing.

E la «Satisfaction»? Il relitto dell’ammiraglia andrebbe al governo di Panama e si aggiungerebbe alla lunga lista di «recuperi» celebri, che al momento conterebbe - tra le altre sulla «Quedagh Merchant», nave comandata da William Kidd, emersa al largo della Repubblica Dominicana nel 2007.

Quanto a Morgan, la scoperta della sua ammiraglia sicuramente porterà acqua (rum?) alla leggenda. Quella di un bambino nato nel Galles forse nel 1635, rapito a Bristol e venduto come manovale a contratto (ma l’episodio è contestato da Morgan e oggetto della vertenza legale contro la biografia non autorizzata - e poi ritirata - scritta da Alexandre Exquemelin) in una piantagione a Barbados.

Quindi, giovane ardimentoso che partecipa all’assalto inglese di Hispanola, che diventa corsaro con lettera di corsa di Sir Thomas Modyford, quindi pirata. I suoi assalti di Puerto Principe, Porto Bello, Maracaibo passeranno alla storia, mentre quello alla fortezza di Castillo de San Lorenzo gli varrà l’arresto, colpevole di non ave rispettato la tregua tra Londra e Madrid.

Ma è soltanto politica: lascerà infatti la cella per diventare vicegovernatore della Giamaica e si metterà a dare la caccia ai suoi ex colleghi pirati, grazie ai quali accumulerà una grande fortuna. Resterà in auge sino al 1863, e sulla terra un anno ancora, prima di spirare per idropisia. Sepolto con funerali grandiosi nella sottile linea di sabbia di Polisadoes, presso Port Royal, la sua base di sempre, oggi si gode il suo mito dall’Oceano: dove il cimitero è sprofondato nel 1692, durante un terremoto.