Alberto Arbasino, Corriere della Sera 14/8/2011, 14 agosto 2011
A proposito di rifugiati e resistenti, l’intrepida Mimì Piovene raccontava che si era nascosta in Laterano perché nata Mimì Pavia, di famiglia ebraica
A proposito di rifugiati e resistenti, l’intrepida Mimì Piovene raccontava che si era nascosta in Laterano perché nata Mimì Pavia, di famiglia ebraica. In quei palazzi extraterritoriali del Vaticano (San Giovanni, diocesi di Roma) c’erano parecchi illustri vecchi dell’Italia prefascista. Incapaci di radersi la barba giacché abituati a recarsi dal barbiere ogni mattina. Come del resto l’ingegner C. E. Gadda, puntuale all’alba dal suo barbiere alla Camilluccia. Dove trovava Parise, che gli faceva scherzi poco ricambiati. La contessa Mimì rideva. «Fra tutti quei vecchi famosi, e incapaci di una toilette così basica, ho imparato subito il mestiere. Li mettevo in fila, per forza. Così mi chiamavano la barbiera del Laterano».