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 2011  agosto 14 Domenica calendario

ULTIME DA BABELE - PUNTATA NUMERO 9



CIELI MOBILI PER LUCHINO - Cielo. Luchino Visconti, girandosi Le notti bianche al teatro 5 di Cinecittà, chiese che gli si facesse «un cielo mobile». 1

Azzurro. La Duse una volta pretese «un mantello color del lago di Pallanza alle quattro del pomeriggio» e il costumista si portò effettivamente sul lago di Pallanza e manipolò il colore fino a raggiungere il punto d’azzurro richiesto. 2

Bianco. La Duse, a casa sua, sempre in abiti di satin bianco, dalle linee morbide. 3

Rosso. Christian Louboutin, a cui venne l’idea delle suole rosse una volta che sovrapensiero si mise a spennellare il sotto delle scarpe con uno smalto per le unghie, pretende adesso l’esclusiva del rosso e ha fatto causa a Yves Saint-Laurent che ha messo in vetrina a Manhattan scarpe sue rosse di suola. Gli avvocati di Saint-Laurent: «Le suole rosse sono un ornamento nel design fin dai tempi di Luigi XIV». Gli avvocati di Louboutin: «La suola rossa esiste dal 1992 e permette di riconoscere immediatamente le creazioni di Louboutin in tutto il mondo». Il giudice, che ha dato ragione a Saint-Laurent: «La suola rossa non può avere un copyright». 4

Viola. Michel Pastoureau sostiene che nel Medio Evo il viola non esisteva e i maialini non erano rosa, ma neri. 5

Pastoureau. Pastoureau, autore adesso per Ponte alle Grazie de I colori dei nostri ricordi, in età di 13 anni si oppose all’acquisto di un blazer da cerimonia a suo dire di un blu marino troppo violaceo e non abbastanza scuro. Scena identica con una bicicletta da corsa di inaccettabile color giallo (unica tinta ammessa in quel caso: il verde). Divenuto storico dei colori, prima di un saggio sul blu e di uno sul nero, spiegò ne La stoffa del diavolo (Il Melangolo) perché i tessuti rigati sono devianti e riservati quindi a prostitute, marinai, detenuti. 5

Basquiat. «A ogni trasporto i quadri di Jean-Michel Basquiat perdono il 10-15 per cento del colore» (Tommaso Ottieri). 6

Architetto. L’architetto Benedetta Tagliabue: a Napoli la sua stazione del metro come «un’enorme palla di magma», a Barcellona il mercato di Santa Caterina in Ciutat Vella come «un’onda cromatica di cinquemila metri quadri realizzata con 300mila esagoni di porcellana in 62 colori». 7

Sport. Negli anni Cinquanta Titina Maselli faceva calciatori rossi al cadmio, blu oltremare, violetti, poi arrivarono i boxeur profilati sulla carta rosa della «Gazzetta dello Sport», vere e proprie icone pop. 8

Bandiera. Per fare una vera bandiera italiana occorre un fern green (verde felce, codice Pantone 17-6153), un bright white (bianco acceso, 11-0601) e uno scarlet red (rosso scarlatto, 18-1662). La sequenza corretta, da sinistra a destra, partendo dall’asta, è verde, bianco, rosso. Stando alle indicazioni riportate sul sito del Governo sotto la voce «cerimoniale» un autentico vessillo italiano da esterno deve misurare tre metri per due oppure 4,5 x 3 (asta da balcone, quattro metri; asta da terra, otto). Per gli interni ne basta uno da 1,5 x 1 con un’asta da 2,5. 9

Cosmo. Il cosmo era blu all’inizio, adesso è piuttosto beige («cappuccino cosmico») come risulta dall’analisi della luce di 200mila galassie effettuata dagli astronomi della John Hopkins University. 10

Fonti: 1 Caprara Sta 12/8;2 Barina Il Venerdì 21/9/01; 3 Sheeny Eleonora Duse Mondadori; 4 Ginori Rep 12/8; 5 Fog 25/6; 6 Langone Fog 14/7; 7 Persivale CdS 1/6; 8 Fusini Rep 12/8; 9 VoceArancio 16/3; 10 Macchina del Tempo 9/02.