Armando Massarenti, Domenica-Il Sole 24 Ore 14/8/2011, 14 agosto 2011
PADRE BUSA, IL TOMISTA INFORMATICO
Ho incontrato padre Roberto Busa (morto a Gallarate mercoledì scorso all’età di 98 anni) nove anni fa alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, dove aveva insegnato a lungo. Era appena uscito il cd-rom del suo celebre Index Thomisticus, realizzato a partire dal 1949, quando ancora si usavano le schede perforate, via via trasformatosi negli anni fino alla pubblicazione su carta in 56 volumi. Busa scherzosamente mi aveva detto di aver «brontolato con Dio, il mio principale, per non aver fatto in modo che il cd-rom venisse inventato dagli uomini dieci anni prima. Se nel 1970, quando ho incominciato a programmare la stampa dell’Index su carta, quella tecnologia fosse stata disponibile, invece di 56 volumi avrei potuto stamparne soltanto 17. Questo perché il cd-rom sostituisce le cosiddette "concordanze" che, come tutti gli umanisti sanno, costituiscono un ducumento indispensabile». Padre Busa era un lessicografo assai consapevole dei problemi filosofici che poneva la sua pionieristica «informatica umanistica». Il suo scopo era individuare, attraverso la parola scritta, i «concetti» dell’opera di San Tommaso confrontandoli tra loro oltre che con espressioni di autori precedenti o persino successivi. «Per esempio, l’espressione ratio seminalis di Sant’Agostino – mi spiegò – significava creazione evolutiva delle specie, animali e vegetali. Dalla microanalisi dei testi di Tommaso si è potuto capire che quando egli parlava di ratio seminalis aveva in mente qualcosa di simile a ciò che noi chiamiamo "programma genetico". D’altro canto, al contrario di quanto comunemente si crede, la dottrina cristiana ha ritenuto pacifica l’idea dell’evoluzione delle specie fino a Rinascimento avanzato». Accanto alle due «principesse grasse» dell’informatica, come le chiamava, (le banche dati e la digitalizzazione delle immagini), il padre gesuita aveva scelto di impegnarsi in un programma Cenerentola: aggiungere «a ogni parola molti ipertesti interni che la specificano semanticamente contesto per contesto». Una Cenerentola, che grazie anche alle sue ricerche, è oggi tra le più ambite tra i principi dell’informatica.