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 2011  agosto 14 Domenica calendario

ZAMPARINI BATTE CELLINO 35 A 26

Rocky, Rambo e Sting. Cellino, Zamparini e Pozzo erano come i personaggi della canzone di Ven­ditti. Malassortiti eppure accomu­nati quasi dal compiacimento con cui licenziavano gli allenatori. I pre­sid­enti di Cagliari e Palermo conti­nuano a mostrare i muscoli ai tecni­ci, Giampaolo Pozzo a 70 anni si è calmato, nelle ultime 9 stagioni ha cambiato in corsa 3 volte, il totale re­sta elevato, con 24 allenatori e 28 cambi. Il coetaneo e conterraneo Maurizio Zamparini si gioca il pri­mato con Massimo Cellino ( nella foto ): prese il Venezia nell’88, il Pa­lermo nel 2002, il totale è di 35 tecni­ci e 46 cambi. Massimo Ficcadenti è il 26˚ nel ventennio di proprietà dell’imprenditore del grano,men­tre gli avvicendamenti sono a quo­ta 32. Cellino faticherà a raggiunge­re mister Emmezeta. Stavolta Do­nadoni non era in sintonia per Sua­zo, che avrebbe voluto tesserare, al punto che l’altra sera il Catania l’ha contrattualizzato, mentre il boss lo riteneva rotto.L’attaccante hondu­regn­o e l’ex ct azzurro hanno lo stes­so procuratore, Giovanni Branchi­ni, e Cellino ha frainteso. Avrebbe potuto licenziarlo a maggio, consi­derata la chiusura negativa ( una vit­toria, a Genova, in 11 partite), a sal­vezza però acquisita in fretta.
Tra i mister rossoblù i più umilia­ti furono quattro: Radice cacciato subito, nel ‘93 dopo il 5-2 di Berga­mo. Nell’estate 2002,Sonetti termi­nò la coppa Italia e venne avvicen­dato da Ventura. Tre anni più tardi Tesser sollevato dopo la prima gior­nata; anche il sostituto, Arrigoni, durò giusto una partita. Poco me­glio andò a Tabarez, nel ’99.Dopo il nono posto che lo proiettò al Mi­lan, in Sardegna durò appena 4 ga­re ( un punto). Ora è il ct più decisi­vo al mondo, quarto con l’Uruguay in Sudafrica e primo in Copa Ameri­ca.
Da giovedì sera, quando ha deci­so l’esonero, Cellino non parla. Di recente si era confidato con il Gior­nale . Raccontava orgoglioso i nu­meri di un nuovo stadio a Elmas, da 23mila posti, vicino all’aeroporto. L’Enac l’ha bloccato. La sua repli­ca: «Sono tornati i viceré, con i dik­tat ci impongono cosa non fare. An­dremo avanti nella legalità».
Avrebbe voluto tenere fermo Al­legri per un anno: «Lo lasciai anda­re al Mil­an solo per il rapporto buo­no con Galliani e Berlusconi.
I tecni­ci vogliono pluriennali e poi si libe­rano gratis, sul prossimo metterò una penale». Ficcadenti firma per una stagione con opzione. «Se eso­neri l’allenatore lo devi pagare lo stesso. Quando vanno via loro, manco ti salutano». Su Donadoni. «A novembre 2010 venne al posto di Bisoli, gli feci il biennale. Non sa­rà il contratto che ci porterà tutti a far bene».
Altri pensieri. «Nel 2005 partii per Miami, non trovai acquirenti per il Cagliari, se non Porcedda, che non offriva garanzie, esatta­mente come quando prese il Bolo­gna, un anno fa. Il calcio è pieno di personaggi del genere, io posso an­cheretrocedere, maiperòsporche­rò il nome di mio padre, di figli e ni­poti ».
Cellino passò tre giorni in carce­re, nel ’94. «Ho patteggiato penal­mente 8 mesi. Sono ancora in cau­sa civile, ho vinto tre volte, la contro­parte ricorre sempre. Ero accusato di avere percepito ingiustamente delle restituzioni sulle esportazio­ni: per 5 volte fui assolto, quella vol­ta non ce la feci ad andare in tribu­nale, tra pastifici, il Cagliari e la mor­te di papà. Ero stanco, patteggiai, me ne pento tutta la vita».
Nel racconto si infervorava. «Do­cumentiallamano, fuunerroregiu­diziario, mai rubato nulla. Credo molto in anima e coscienza. Da allo­ra ho avuto molto di più, in amore e denaro».
Voleva acquistare il West Ham. «Anche lì fui infangato. Mi preferi­rono un compratore che speculava e avviò la società al disastro econo­mico, non avendo poi compiuto l’operazione immobiliare. Il club inglese un anno fa è retrocesso, gli avrei regalato il nuovo impianto. Sognavo la Champions League, spero un giorno di arrivarci con il Cagliari ma è quasi impossibile».