Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  agosto 15 Lunedì calendario

NON SOLO LILLY

Il femminismo di Marta, l´eroina di Lilly, la scelta di maternità della giovane Sara. Anche se nel breve svolgersi di una canzone, i ritratti di donne di Antonello Venditti hanno sempre raccontato qualcosa in più su di noi e sulle trasformazioni della società italiana: sono tutte diventate storie esemplari, e non solo per gli anni Settanta. Venditti ha continuato a raccontare il mondo attraverso figure femminili anche negli anni successivi, in brani che è difficile definire semplicemente canzoni d´amore: l´omosessualità di Eleonora, la diaspora di Esterina, la determinazione di Lula. Erano però dieci anni che il cantautore romano non metteva più un nome di donna nel titolo di una canzone.
È un segno dei tempi se il prossimo album, che uscirà il 29 novembre, si intitola Unica e lei torna a raccontare le donne?
«Sì. Questo è un album completamente dedicato al femminile. È un disco-compagno, di sinistra, c´è una qualità anni 70 e credo che qualcosa di quel decennio stia tornando. Il primo singolo, nelle radio a fine ottobre, si intitola come l´album, Unica, ed è la somma di tutte le donne, la penso ai vertici del triangolo della copertina dell´album, al posto di Dio, insomma. Tra l´altro io vorrei che oggi ci fosse una donna a governarci».
Tra le canzoni dell´album ce n´è una intitolata Cecilia.
«La considero la canzone centrale del disco, il suo punto di svolta, e Cecilia è la sua figura principale: una donna di oggi che potrebbe però essere anche storica, una donna che ha saputo dire di no, che non si è piegata al potere, al padrone. Nella storia di oggi, quella che racconto io, è una donna che viene violentata e reagisce cantando, un canto che è insieme riscossa e ultima frontiera della preghiera. La figura storica che l´ha ispirata è la figura di una santa, la santa che mentre viene torturata dai romani e muore, canta, Cecilia appunto».
Ci sono altre donne di questo disco che reagiscono con orgoglio ai ricatti del potere.
«Sì, una lo fa sulla melodia tra il giocoso e il ridicolo di un brano che sembra proprio ambientato ad Arcore, c´è un signore in età che scarica lei, ma infine è lei che con uno stratagemma lascia in modo esemplare lui: le donne che descrivo sono tutte coraggiose, e il coraggio di questi tempi è una merce rara».
In E allora canta lei invita a cantare per combattere la crisi: singolare via alla felicità.
«Il brano dice "Tutto va male, il lavoro se ne va, l´amore pure: e allora canta". Abbiamo da poco rifatto il coro del finale, che in un tripudio da festa collettiva dice "la libertà ritornerà". Stiamo vivendo tempi in cui la politica si traduce in effetti negativi nella vita di ciascuno di noi, tanto che persone fino a ieri assolutamente tranquille le ritrovi oggi devastate dall´incertezza. Ma ci sono anche segnali incoraggianti, non ve ne siete accorti?».
In Dalla pelle al cuore, il suo album precedente, (300 mila copie vendute), c´era nostalgia, rimpianto, mentre l´ascolto in anteprima delle nuove canzoni induce verso un certo ottimismo.
«Nel mio lavoro cerco sempre di interpretare la realtà, io vivo la mia vita in mezzo alla gente. Noto che i ragazzi vogliono stare assieme, hanno ritrovato la voglia di manifestare in piazza e non è affatto vero che abbiano tutti gli stessi gusti: la crisi allontana dalle mode. La spinta di questo movimento si è vista nelle elezioni amministrative, i suoi effetti benefici hanno portato ai risultati di Milano e Napoli. La Seconda Repubblica è morta, è arrivato il momento dei giovani tra i 16 e i 45 anni, anzi auspicherei il voto ai sedicenni».
Lo scorso inverno lei salì sul tetto della facoltà di architettura dell´Università "La Sapienza" di Roma, per unirsi ad una manifestazione dei ricercatori.
«È assurdo che i ricercatori dell´università debbano lottare per difendere il loro posto di lavoro, un paese dovrebbe tenere in altissima considerazione innanzitutto la ricerca, altrimenti è destinato a fallire. Questo disco è anche figlio di quell´incontro ma il sogno di libertà si allarga ad altre figure: in un´altra canzone che si intitola Oltre il confine racconto il sogno di libertà di un migrante partito su un barcone "con l´aiuto di Allah", uno che prega per il figlio che nascerà "in un´altra realtà, ragazzo della nuova città". Ma il Dio di cui parlo appartiene a tutti, al di là delle religioni».
Dall´8 marzo 2012, giorno del suo 63esimo compleanno, Venditti partirà in tour con due date al Palalottomatica di Roma: dal primo settembre chi acquisterà il biglietto per il primo settore (80 euro) riceverà un´edizione speciale del nuovo disco e il biglietto-card per il concerto e per l´accesso alle prove, oltre a sconti per alberghi e ristoranti.