Brigitte Bardot, la Repubblica 14/8/2011, 14 agosto 2011
IL MIO AMICO BELVA FRAGILE
Il mio amico Alain Delon è una belva, uno di quegli animali superbi e non addomesticabili in via d´estinzione. Il suo sorriso carnivoro e tellurico è uno scacco matto ulteriore, come il blu del suo sguardo che perfora, scandaglia, strega e seduce. "Lui è". In tutta semplicità e senza interrogatori alla Shakespeare...! Conosce il mondo intero e il mondo intero lo conosce. Ha girato con gli attori più prestigiosi e i più celebri registi, rimane il più grande e l´ultimo rappresentante di un´era di talenti, di cui conserva in fondo al cuore una nostalgia malinconica. Difficile, anche per lui, ammettere e accettare l´attuale mediocrità, la nostra società disumanizzata.
lui, che si è dato per obiettivo il superamento di sé, l´intransigenza, la grandeur, il talento, la voglia infinita di perfezione e bellezza. Quando si mostra in pubblico - di rado: e questa è la sua forza - spazza via tutto quel che gli si trova attorno. È uno tsunami!
Ma dietro la facciata si nasconde un uomo estremamente fragile, una tenerezza segreta traboccante d´amore, un dono di sé a quelli che ama, ai figli, il suo sangue, l´avvenire del suo passato. Con loro gioca le sue ultime carte, lui, che è stato perpetuamente alla ricerca dell´assoluto, dell´insondabile, della rarità, di ciò che non si trova: lui, che con tanto sdegno disprezza la facilità, la menzogna, il tradimento, la decadenza.
Alain è vero, autentico e insopportabile: vuole tutto, e subito, è impaziente, ha fretta. Ma se dà l´idea di un uomo che morde la vita con gran gusto, sa anche accarezzare la morte... Forse sarà lei l´ultima "donna della sua vita"?
Per cicatrizzare le sue numerose ferite, profonde e segrete, si rifugia, in solitudine, in seno a una natura a sua immagine, con i suoi cani, i suoi gatti, lontano dalle pazze folle... Quest´uomo unico, magnifico, coraggioso, forte e fragile, è un´aquila a due teste. Come per tutti gli esseri d´eccezione, la sua vita e il suo favoloso destino sono comunque la prova di questa frase superba di Madame de Staël: «La gloria è il lutto accecante della felicità».
Brigitte Bardot
Traduzione di Mario Serenellini
© Editions Didier Carpentier