varie, 12 agosto 2011
Francesco Procopio, 35 anni. Torinese, «tranquillo e silenzioso», lo scorso gennaio era stato lasciato dalla moglie Annalisa, che gli aveva dato due bambini di 6 e 2 anni
Francesco Procopio, 35 anni. Torinese, «tranquillo e silenzioso», lo scorso gennaio era stato lasciato dalla moglie Annalisa, che gli aveva dato due bambini di 6 e 2 anni. Il mese dopo s’era accapigliato con un’automobilista beccandosi una denuncia per rissa e a maggio il Comune gli aveva revocato la licenza da venditore ambulante (fino ad allora aveva lavorato al mercato di Grugliasco). L’altro giorno, assieme a uno Iaris Iacono di anni 30 con qualche precedente alle spalle, ebbe l’idea di rapinare una gioielleria. Così entrò nella bottega di Pier Angelo Conzano, 48 anni, e con la voce spezzata dall’ansia gli disse: «Mi devo sposare, mi fa vedere qualche modello di fede?». Subito dopo arrivò pure il compare, i due, impugnando due pistole giocattolo, balzarono addosso all’orefice che però, estratta da un cassetto la sua Beretta calibro 9, sparò un colpo che si conficcò nel braccio del Procopio, bucandogli l’arteria omerale (il Conzano, indagato per omicidio colposo con eccesso di legittima difesa). Mercoledì 10 agosto in una gioielleria in via Ormea a Torino.