Marco Lillo, il Fatto Quotidiano 12/8/2011, 12 agosto 2011
ANGELUCCI E IL “REGALO” MILIONARIO A VERDINI
Otto milioni e 300 mila euro pagati dal senatore del Pdl Tonino Angelucci al suo coordinatore Denis Verdini. È questo l’ultimo giallo dell’inchiesta P3. Perché un imprenditore accorto, che è partito come portantino dell’ospedale San Camillo di Roma e come sindacalista della UIL e che ha sudato sette camicie per costruire il suo impero, tira fuori una somma simile senza una motivazione apparente? E soprattutto perché Angelucci, come peraltro anche Berlusconi, versano somme imponenti a soggetti che tutti sanno essere nel mirino di magistrati e Fiamme Gialle?
L’OPERAZIONE è stata descritta in un’informativa della Guardia di Finanza alla Procura di Roma datata 21 aprile. Le Fiamme Gialle riportano la doppia segnalazione dell’UIF della Banca d’Italia su Verdini e la moglie “a nome del presidente del Credito Fiorentino di Campi Bisenzio, Denis Verdini, e della moglie, Nicoletta Fossombroni, vengono eseguite congiuntamente in quanto riguardano la medesima operatività. Si tratta dell’accredito in data 14 febbraio 2011 sui rapporti bancari accesi a nome dei due segnalati di bonifici per un importo complessivo di 8,3 milioni di euro disposti a valere sul conto presso filiale di Roma di Ubi Banca di Brescia del signor Antonio Angelucci, noto imprenditore del settore delle cliniche private, immobiliare e dell’editoria (Libero e Il Riformista, fino a pochi mesi fa Ndr), nonché senatore del Pdl. Con tali disposizioni estinta l’esposizione debitoria dei coniugi Verdini con l’Istituto di Credito segnalante, cui è subentrato il signor Angelucci Antonio che ha acquisito i diritti della banca nei confronti dei due segnalati. Al riguardo si precisa che le due posizioni (come quella di Dell’Utri Ndr) erano classificate tra gli incagli della banca. Sulla base delle ulteriori informazioni acquisite in sede di approfondimento finanziario, è stata ricostruita nel dettaglio la posizione debitoria dei segnalati (Verdini e la moglie Ndr) alla data del 9 febbraio del 2011”. E giù un lenco dei problemi finanziari dei due coniugi, a partire dalla moglie: “Maria Simonetta Fossombroni: scoperto di 9 milioni e 77 mila euro su conto corrente ipotecario ...con annesso finanziamento in divisa deliberato in data primo dicembre 2006, per euro 7,5 milioni ridotto progressivamente fino a 5 milioni di euro per acquisti e lavori su immobili della società Montartino Srl, interamente controllata dai coniugi Verdini”. Una situazione drammatica, dovuta a un passo immobiliare più lungo della gamba dei coniugi Verdini: l’acquisto di una magione che tutti invidiano a Firenze. Per fortuna arrivano i nostri: “lo scoperto è stato estinto con bonifico di Antonio Angelucci del 14 febbraio 2011 di 5 milioni e 77 mila euro”.
Ma non basta. L’UIF elenca un secondo scoperto da 2,6 milioni di euro, deliberato in data primo dicembre 2006 per 200 mila euro e poi elevato prima a un milione e poi a 2,5 milioni di euro; lo scoperto di conto corrente per euro 200.000 è stato conceso per finanziare la caparra su preliminare acquisto immobile (ossia compendio immobiliare costituito da terreni agricoli per 20 mila metri, oltre piccolo manufatto, con piscina e campo da tennis, ex proprietà della famiglia Gucci) ubicato in Firenze località San Felice a Ema; l’aumento a un milione è stato concesso per l’acquisto del sopra descritto immobile e quelloa 2,5 milioni per la ristrutturazione dell’immobile acquistato e di quello confinante sempre di proprietà dei coniugi Verdini. Questo finanziamento è stato estinto con bonifico di Antonio Angelucci in data 14 febbraio 2011 di 2,6 milioni di euro”. Poi tocca al parlamentare Pdl: rate non pagate per 20 mila euro su un mutuo ventennale da 650 mila e scoperto da 717 mila euro”. Tutti problemi risolti con un giroconto di Verdini e anche grazie a un bonifico di Angelucci. I soldi del re delle cliniche venivano da una società lussemburghese della famiglia, la misteriosa Lantigos SCA. Sia su questa operazione da 8,3 milioni tra Verdini e Angelucci, sia su quella da 8 milioni di Berlusconi e Dell’Utri, la Finanza ha chiesto ai pm di avviare l’accertamento fiscale.